Neil Young, guarda il live integrale alla Carnegie Hall di New York del 7/1/2014

Neil Young, guarda il live integrale alla Carnegie Hall di New York del 7/1/2014

Un live di quasi due ore, reso disponibile gratuitamente in Rete a pochi giorni dal concerto: difficile, in tempi dove si tende - nella peggiore delle ipotesi - a monetizzare discograficamente qualsiasi mossa, anche se impercettibile, o nella migliore (e, con ogni probabilità, sarebbe questo il caso) avere un controllo totale sulla propria opera affinché la stessa venga restituita al pubblico nel modo più consono ai proprio standard, che una trovata del genere possa avere l'avallo dell'artista protagonista dello spettacolo ripreso. E, infatti, Neil Young - con il live apparso su Youtube da qualche giorno che documenta una delle sue esibizioni tenute all'inizio di gennaio alla Carnegie Hall di New York - non c'entra assolutamente nulla: responsabile dell'operazione è stato un videomaker di Williamsburg, Massachusetts, Tony Adams, che armato di passione per il bardo canadese e di una Canon compatta - oltre che di un biglietto da 150 dollari per un posto in galleria - ha immortalato una delle serata incluse nella residency che Young ha tenuto a inizio del mese nella Grande Mela.



A completare l'opera sono stati altri tre spettatori, anche loro bootlegger incalliti, in possesso di altrettante registrazioni integrali - riprese ovviamente da angolazioni diverse - della stessa serata: la ciligina sulla torta, manco a dirlo, l'ha messa il Web, che tramite una delle tante piattaforme peer to peer ha permesso a Adams di scaricare da un anonimo una registrazione solo audio della serata ripresa da microfoni sistemati sempre a livello della galleria. Contattati su Youtube gli altri fan e chiesto loro il permesso di usare il proprio girato, Adams si è messo al lavoro, montando l'audio scaricato dal Web ad una selezioni di spezzoni ripresi dalle quattro angolazioni.



Il risultato? A detta di molti uno dei migliori concerti dell'ultimo Young solista mai catturati, con in scaletta (su un totale di trenta canzoni) tanto classici del suo repertorio come “Heart of gold” e “Harvest moon” quanto brani dei Buffalo Springfield , senza dimenticare due cover di Phil Ochs e Bert Jansch , che - verosimilmente - potrebbero trovare spazio nella tracklist del nuovo album registrato dal rocker canadese presso gli studi della Third Man Record di Jack White . Con buona pace di Young, che a questo punto - e data la dichiarazione di Adams al Wall Street Journal circa l'assoluta buona fede dietro all'operazione, nata senza alcun scopo di lucro - potrà decidere se
fare come Prince o meno...
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