In un'intervista che troviamo oggi sui quotidiani, Sting aggiunge qualche riflessione al dopo 11 settembre 2001. "Che giorni drammatici", racconta, "Mi ricordo che mi misi a meditare sulla mia posizione di musicista e autore, e su come potevo utilizzarla: è iniziato un processo che si è concluso proprio con questo disco ("Sacred love", nei negozi da venerdì 19 settembre) sull'amore e sulla mancanza d'amore, e su come le relazioni personali creino il mondo". E oggi? "Mi sento abbandonato, tradito. Ma non sono qui a puntare il dito: ora mi interessa vedere come usciremo da questo casino. Abbiamo una grossa responsabilità per aiutare l'Iraq: ma io sono solo un cantante". Meno seriose le sue risposte sulla situazione politica italiana: "Sono ospite qui, debbo essere gentile", dice ridendo. E intanto il suo libro autobiografico ("Finito una settimana fa") sarà pubblicato l'anno prossimo in Italia proprio dalla Mondadori, di proprietà del Presidente del Consiglio: "Beh, Berlusconi possiede tutto qui. E' anche un cantante, no?". In Italia per la serata finale del Festivalbar, Sting conclude l'intervista anticipando che tornerà in Europa in maggio-giugno, con un tour che partirà da Miami il prossimo 26 gennaio. (Fonte: La Stampa, Il Messaggero, Corriere della Sera, Il Giorno)
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