Libri ricevuti: Bowie & Co., Renzo Zenobi, il prog italiano

Nelle ultime settimane, devo ammetterlo, ho un po’ trascurato una delle aree di Rockol alle quali contribuisco più regolarmente e volentieri: quella della recensione dei libri. Non che abbia smesso di leggerli, i libri ad argomento musicale che riceviamo in redazione; semplicemente non ho avuto tempo di leggerli tutti e per intero, come mi piace fare prima di scriverne. Ma rischio l’ingorgo: quindi proverò qui a darvi conto, in maniera un po’ più sintetica del solito, delle ultime novità editoriali. (fz)

Linton Heylin: “All the madmen” (Odoya, 365 pagine, 20 euro)
Riccardo Bertoncelli non è uno che scrive prefazioni a tassametro; se mette il suo nome su un libro, probabilmente pensa che quel libro meriti. Ho visto il volume in libreria, e incuriosito appunto dalla prefazione di Bertoncelli l’ho richiesto. E ho fatto molto bene, perché è stata la lettura più piacevole dell’autunno. Heylin è un giornalista inglese, del quale colpevolmente non conoscevo le precedenti opere. Questa è appassionante: parte dall’assunto che in Gran Bretagna c’è una certa qual vocazione alla pazzìa, ed esplora vita e opere di alcuni esponenti del rock albionico che quella vocazione l’hanno incarnata ed espressa. Syd Barrett, David Bowie, Nick Drake, Ray Davies dei Kinks, Pete Townshend degli Who (e alcuni altri mattoidi assortiti) sono l’oggetto dell’analisi storica e critica di un esperto competente e documentatissimo (leggendo il libro mi sono segnato almeno quattro o cinque altri libri, oltre a una decina di dischi, che mi riprometto di comprare). Scritto benissimo e ben tradotto – da Stefano Focacci – è un libro che mi sento di raccomandare a cuor leggero.

Renzo Zenobi: “Canzoni sulle pagine” (Arcana, 125 pagine + CD con 12 canzoni, 22 euro).
Ogni volta che parlo in pubblico della triste situazione della discografia italiana contemporanea, che non ha più testa e tempo e soldi per far crescere i nuovi artisti,cito inevitabilmente il caso di Renzo Zenobi: un cantautore romano che tra il 1975 e il 1982 ha pubblicato ben sette album, senza mai ottenere significativi riscontri commerciali se non con un paio di canzoni (“Silvia”, “Telefono elettronico”). Zenobi era molto considerato da Ennio Melis, allora boss della RCA, che a dispetto del costante insuccesso popolare dell’artista non smise mai di dargli la possibilità di pubblicare i suoi album (cose del secolo scorso, appunto e purtroppo). Questo libro + disco raccoglie, introdotti da una prefazione di Claudio Baglioni, i testi delle canzoni di Zenobi e il suo nuovo CD di brani inediti. Dietro all’operazione indovino, se non sbaglio, la mano di Francesco Coniglio, uno che i libri li sa fare e che la musica italiana la conosce e l’ama.

John N. Martin, Michele Neri e Sandro Neri: “Il libro del prog italiano” (Giunti, 240 pagine, 22 euro)
Il “pop italiano”, come lo chiamavano all’inizio degli anni Settanta sulle pagine di “Ciao 2001” – adesso più correttamente “progressive italiano”, per gli amici “prog” - oltre ad avere una storia prestigiosa vanta ancora un discreto numero di appassionati e collezionisti (non solo in Italia, fra l’altro). A loro è principalmente destinato questo bel volume, zeppo di informazioni e di dati discografici ma anche iconograficamente ricchissimo. Merito di tre autori competenti, appassionati e credibili: per due posso garantire personalmente, conoscendoli (Michele Neri e Sandro Neri), per il terzo parla il suo sito, “John’s classic rock”. Un reference book molto ben curato e accattivante sin dalla copertina.

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