Credits: Sebastiano Tomà / Concessione in uso a Rockol
Bobo Rondelli è incontenibile. Nel giro di mezz’ora passata nella nostra redazione è riuscito a imitare l’Ugo Tognazzi di “Amici miei” e la sua supercazzola. Johnny Cash e la sua segreteria telefonica (“ ‘Ste bischerate le tagliate voi, vero?) E a cantare, ovviamente. Partendo da Lou Reed, scomparso da pochi giorni. “Potrei anche essere interrogato alla scuola di rock ’n’ roll su Lou Reed: prenderei sette e mezzo, otto”, scherza. E poi spiega: “Non è per approfittare del fatto che adesso che è morto tutti lo cantano. Essendo un masochista, ho spesso usato questa canzone per aprire i miei concerti: mi serviva per dire che tutto quello che si ascoltava dopo è una ciofeca”, dice prima di lanciarsi in “Femme fatale”.
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In realtà Rondelli è venuto non per cantare canzoni altrui, ma per presentare “A famous local singer”, l’album che sta portando in giro da mesi con L’orchestrino (questa domenica ha suonato a Londra nell’ambito del Jazz Festival). E allora, ecco “Il paradiso”.
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Il tour continua: la prossima data è il 13 dicembre al Bronson di Ravenna. Quindi Roma, Livorno (la vigilia di Natale) per continuare a gennaio. Qua tutte le date.
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