Arezzo Wave, sesto e ultimo giorno: la cronaca, parte terza

Dopo la mediterraneità di Fresu – Youssef, un vento proveniente dal nord Europa arriva, al tramonto, a rinfrescare lo stadio di Arezzo: Terye Nordgarden, norvegese di stanza in Italia nel nostro paese, investe il parterre col suo pop “gentile” di tradizione scandinava. Tra suggestioni folk e sprazzi di new acoustic mouvement, il nostro richiama non poca gente in prossimità delle transenne fronte palco. Accompagnato da una sola chitarra acustica e un'elettrica “pulita” (suonata da Simone Baglioni, “nessuna parentela con Claudio”, precisa scherzosamente Nordgarden) e quanto mai limpida, Terye passa in rassegna il suo repertorio offrendo ai presenti piccole perle in forma di canzone, con una grazia ed una classe davvero non comuni. Tra gli applausi della folla, una dichiarazione (in perfetto italiano): “Berlusconi, ci hai rotto i co……”.
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