Arezzo Wave, prima serata: la cronaca, quarta parte

“L’energia è cambiata, ma c’è sempre: siamo felici di essere ancora qui, dopo quindici anni”: con queste parole si presentano sul palco i Gang, sfidando le nuvole che minacciose si addensano sulle colline che circondano Arezzo. Il loro set si apre con una commossa “Banditi senza tempo”, dedicata a Joe Strummer, leader dei Clash recentemente scomparso, per continuare con una “Corte dei miracoli” polemicamente indirizzata a “quello che noi chiamiamo Governo”. E la linea rimane chiara fino alla fine: alla domanda “chi è il più grande pezzo di merda d’Italia” il pubblico tuona, senza indugi, “Berlusconi”. Ma, al di là del rapporto e della grande confidenza instaurata col pubblico, i Gang di assi da giocare, musicalmente parlando, dimostrano di averne ancora: il loro live, non a caso, coinvolge anche il pubblico più giovane, grazie ad un’energia ed una sicurezza davvero invidiabile.
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