Eros presenta '9': 'Sento il peso del successo'

Eros presenta '9': 'Sento il peso del successo'
La Juventus sconfitta a Manchester, la ex moglie, la Brianza, il bilancio dei quarant’anni. E’ una conferenza stampa di Eros Ramazzotti e la malinconica pop star, suo malgrado, deve sottostare ai capricci, alle curiosità morbosette e alle smanie di protagonismo di certi giornalisti della carta stampata (un fiume in piena: e chi li ferma più?). Non che lui faccia molto per sviare il discorso sulla musica contenuta nel nuovo album, “9”, presentato oggi, 29 maggio, nell’imponente ed elegantissimo Armani/Teatro di Milano e in uscita domani nei negozi. “Lo sapete, davanti ai giornalisti non sono mai a mio agio. Non le vivo bene, io, le conferenze stampa”.
Spazio, dunque, alla seduta para-psicanalitica, intervallata qua e là da qualche incursione nel musicale. “Perché sono tornato a Milano? Ho detto, citando Mogol, che la Brianza è velenosa ma era uno scherzo. Vivere di nuovo in città mi ha aiutato a scaricarmi, a riprendere contatto con la realtà”. “Il successo di Michelle? Se lo merita: ha delle qualità, mica per niente l’ho sposata e siamo stati insieme sette anni. Ma bisogna anche saperselo tenere, il successo: io lo faccio da vent’anni, e vi garantisco che non è facile. Non basta ridere sempre…”. Da lì a chiedergli di eventuali nuovi amori il passo è breve:“Se ho una nuova compagna? Ne ho diverse, purtroppo per loro: non ci sono proprio con la testa”.
Eros si sta ancora leccando le ferite, si vede e si sente. Lo aiuterà il ritorno alla vecchia famiglia musicale, Roberto Galanti, suo primo mentore musicale, in testa: “Sono le persone che nell’82 mi hanno instradato sulla via giusta. Poi ho fatto degli errori, e mi sono fidato di chi non mi dovevo fidare”: Si comincia poi, finalmente, a riparlare di musica. Musica e calcio, manco fossimo in un romanzo di Hornby: “Il titolo, ‘9’, mi piaceva”, spiega il cantautore, “perché gioco a pallone e mi sento un attaccante anche nella vita. Molto dipende da dove nasci e dove vivi” Poi, musica e basta: “Non sono pezzi da quattro accordi, che si possono cantare sulla spiaggia. Con Claudio Guidetti, il produttore, e Celso Valli, l’arrangiatore, abbiamo lavorato molto sulle armonie. Ma poi c’è la melodia, che è sempre molto accattivante e diretta. E malinconica, sì: mi vengono fuori così”. Invitato a farlo, Eros snocciola qualche parola anche sulle singole canzoni. “Avevo una musica con parole in finto inglese: ci ho aggiunto un testo che non voleva essere strappalacrime” dice di “Mamarà”, dedicata alla madre scomparsa; e su “Un’emozione per sempre”, il singolo scritto inizialmente per Alex Baroni, aggiunge semplicemente: “E’ il mio modo per ricordarlo”. Laconico, Eros. E incontentabile: “Il video? L’abbiamo girato a Ibiza. Descrive il contenuto della canzone: non mi dispiace ma neanche mi fa impazzire”. Ribadisce che gli piacerebbe incidere un omaggio a Battisti (“Per me resta il migliore. Comincerei con ‘Emozioni’”) ma intanto deve pensare alla promozione del disco nuovo, fresco di rinnovo di contratto internazionale con la BMG (vedi News). E’ in giro per il mondo da aprile, a presentarlo ai media. E già pensa all’anno prossimo, quando spera di fare più concerti in patria, esaurita la prima tranche di date che (partenza da Ancona, l’11 ottobre) lo vedrà impegnato soprattutto all’estero tra Austria, Ungheria, Svizzera, Germania, Scandinavia, Russia, Francia, Belgio con due sole doppie puntate a Roma (8-9 dicembre) e Milano (11e 12): “Lo spero proprio, per stare più vicino alla mia bambina. Con Maurizio Salvadori, il mio promoter, stiamo discutendo delle belle idee. Sarà un bello show, di due ore e mezza". Intanto si farà vedere all’Arena Civica di Milano, per la seconda puntata del Festivalbar, sabato 31. “Come mi preparo? Me la farò sotto, come sempre”.
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