Scende in campo il quotidiano "Irish Mirror", fratello irlandese del britannico "Mirror", contro la sessualizzazione del pop. "Una volta il porno lo compravano solo i vecchi sporcaccioni con l'impermeabile", scrive Alison Phillips. "Ma adesso lo stanno sospingendo verso quelli che hanno sette anni. E vende pure. Quello che una volta era esposto sulle mensole alte delle edicole (in UK ed Irlanda le pubblicazioni sexy sono posizionate il più in alto possibile, NdR) adesso lo si può vedere nei video musicali o in TV in salotto, sui computer o sugli smartphone, da mane a sera, ogni santo giorno in maniera deprimente. I bambini che si tuffano nei loro Coco Pops possono essere accompagnati da Miley Cyrus che simula il sesso orale. Ragazzini che stanno imparando il triangolo isoscele lo possono fare con un sottofondo di Rihanna nuda. Ah beh, si sente anche un po' di musica. Ma, come giustamente questa settimana Sinead O'Connor ed Annie Lennox hanno sottolineato, la musica è diventata secondaria al 'lavoro' di Miley Cyrus, Rihanna, Britney e le altre. Conta solo il video. Anzi, conta solo il sesso. (...) Non manca molto tempo prima che
mia figlia, che ha sei anni, si metta a posare come una stella del porno pensando che sia il modo giusto per aver successo od essere ammirata come donna. Negli ultimi anni si è parlato molto della pornificazione della nostra nazione. Ma siamo già oltre: siamo già pornificati. Sono i video musicali che hanno portato i contenuti estremi nel cuore delle nostre famiglie e delle nostre case. E siamo praticamente senza alcun potere per fermare questa cosa. Sinead O'Connor ed Annie Lennox hanno intrapreso un forte passo per far capire quali siano le ansietà dei genitori. Dobbiamo unirci a loro per far capire ai boss della musica che siamo stufi del loro sporco commercio sessuale. E dobbiamo farlo presto, prima che rendano i nostri figli dei divi del porno".