John Legend presenta 'Love in the future'- la videointervista

John Legend presenta 'Love in the future'- la videointervista

John Legend si presenta alla stampa italiana per presentare, con qualche settimana di ritardo dall’uscita, “Love in the future” arrivando in perfetto orario, in giacca di pelle nera, negli studi dell’emittente radiofonica che questa sera ospiterà una sessione in streaming.

Dispensa sorrisi ai presenti e subito sottolinea il suo forte legame con l’italia: “Sei anni fa sul lago di Como, durante la settimana della moda, mi sono innamorato. E sempre sul lago di Como mi sono sposato un paio di settimane fa. Il vostro paese è importante per me”, dice, da perfetto gentiluomo che cerca di mettere a suo agio i convitati.
“Love in the future” è un disco che si inserisce come sempre nella musica soul, ma che cerca attraverso l’uso dell’elettronica di dare più freschezza al genere, spiega: “L’album precedente, ‘Wake up’, l’avevo registrato con i Roots. Quello era un disco soul classico, con strumenti analogici e si parlava di questioni socio-politiche. Andava ‘alle radici’ per usare un gioco di parole”. Così per “Love in the future” si è rivolto a Kanye West: “Kanye è stato presente fin dagli inizi della mia carriera. E’ un amico, ma anche un ottimo collaboratore. In questo disco ha avuto una grande importanza, sia come produttore esecutivo che come co-produttore e co-autore di alcuni brani. Mi ha consigliato anche per l’artwork del disco e nella scelta dei registi per i video. E’ un genio creativo”.
Quella con Kanye West non è l’unica collaborazione importante. Su tutte quella inusuale con Rick Ross. “Siamo due artisti che si rispettano. Effettivamente siamo molto diversi e arriviamo da mondi diversi. Abbiamo registrato circa sei o sette canzoni insieme. La sua voce si sposa perfettamente con la mia, sono davvero contento che sia presente su questo album”.

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Scrivere canzoni e cantare sono la sue passioni. Ma qual è il segreto? “Per scrivere una buona canzone bisogna essere soprattutto dei buoni storyteller. Oltre a cantare bene bisogna essere bravi raccontare delle storie. Ed essere anche generosi nei dettagli: le storie possono essere personali, ma tutti devono potersi riconoscere. Con questi ultimi due dischi sono migliorato a livello vocale, il disco con i Roots mi ha aiutato a sbloccare la mia voce”. Ma chi deve ringraziare per essere arrivato fin qui? “Ovviamente i miei genitori. Ma in realtà devo ringraziare tante persone, da Kanye ai produttori…negli USA c’è il mito del self-made man, io non ci credo.”
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