La redazione di Rockol non è responsabile del contenuto di questa notizia, che è tratto da un comunicato stampa. Artisti, etichette e aziende che vogliono rendere note le proprie iniziative attraverso la pubblicazione di un loro comunicato stampa in questa sezione possono indirizzare una e-mail a [email protected]. La pubblicazione dei comunicati è a discrezione della redazione.
ARTISTA MARIA PIA DE VITO & PATRICE HERAL
TITOLO CD: TUMULTI
DATA USCITA: MAGGIO 2003
PREZZO CD: 8 EURO
DIFFUSIONE: LIBRERIE del circuito FELTRINELLI e IL LIBRACCIO, punti vendita della catena RICORDI MEDIA STORES, presso i NEGOZI DI DISCHI
TUMULTI è un lavoro di sperimentazione sulla composizione. L’improvvisazione, composizione istantanea, è chiaramente la spina dorsale del concept di questo lavoro : Improvvisazione come matrice di una nuova forma, l’impalcatura di una ri-composizione dei suoi elementi, di una reinvenzione della sua struttura, a livello formale, prospettico, armonico.
Gran parte della “matrice” delle ri-composizioni (come Zooubab de’ Ouab, Michele, Forse no, Revolt) è il risultato di sessioni di improvvisazione del duo De Vito-Heral. La forma “estemporanea” diviene terreno di scrittura. Forme preesistenti vengono “aperte”, frammentate, ”scomposte” per poi riagglutinarsi (Verbo e Umore, Hallucinations, Coloured Shadow, The sixth nonsense); ricondotte al grido essenziale, alla forma nuda (joga). O infine la forma è dettata da un unico “flusso di coscienza”,( Watery dreams) dai suoi mutamenti ed i suoi necessari tumulti.
(Maria Pia De Vito)
MARIA PIA DE VITO - voce, effetti;
PATRICE HERAL - batteria, percussioni
ERNST REIJSEGER - cello
PAUL URBANEK - piano, electronics
SCHEDA DEL CD
Quello tra Maria Pia De Vito e Patrice Heral è l’incontro tra due improvvisatori che hanno come fulcro della propria ricerca artistica la voce ed il ritmo.
Maria Pia De Vito ha posto da anni al centro del suo percorso musicale il lavoro sul suono e sull’utilizzo della voce dentro e fuori la cornice della forma–canzone, e sull’improvvisazione, dentro e fuori la cornice del jazz di matrice afro-americana. La voce come portatrice di senso, di storie e di parola, ma anche come medium per una comunicazione emotiva che dalla parola si affranca. La voce che si affranca dal suo ruolo naturale di strumento solista e melodico, diventando sostrato ritmico, grazie allo studio di forme ritmiche provenienti da culture diverse ed all’utilizzo di un “phrase sampler” che consente la sovraincisione, la “ moltiplicazione “ della voce e del respiro in tempo reale.
La sua collaborazione con Patrice Heral è inziata nel 2001, con la sua partecipazione alla registrazione di “Nel respiro” l’ultimo lavoro discografico della De Vito, insieme a Ralph Towner, John Taylor, Steve Swallow e ha trovato uno sbocco naturale nella registrazione di un cd che per le edizioni de “Il Manifesto”, registrato a Montpellier nello scorso novembre con, ospiti, l’ironia del violoncellista olandese Ernst Reijseger e il visionario contributo del “riverse composing” di Paul Urbanek.
PATRICE HERAL, batterista, percussionista-cantante di grande inventiva ed originalità, una duttilità e sensibilità che gli consentono di passare da atmosfere rarefatte e liriche a momenti di grandissimo impatto, sia nel drumming sia nell’utilizzo della voce, anch’esse moltiplicate tramite l’uso della tecnologia.
Il risultato di questo incontro così “naturale “ ed istintivo tra i due musicisti è un dialogo incessante, fatto di canto dispiegato ed accelerazioni, di umorismo e rumorismo, di poesia e di furore, attraverso improvvisazioni estemporanee e composizioni originali “arrangiate” per un’ orchestra vocale e percussiva composta – virtualmente - da un numero illimitato di elementi.
ARTISTA MARIA PIA DE VITO & PATRICE HERAL
TITOLO CD: TUMULTI
DATA USCITA: MAGGIO 2003
PREZZO CD: 8 EURO
DIFFUSIONE: LIBRERIE del circuito FELTRINELLI e IL LIBRACCIO, punti vendita della catena RICORDI MEDIA STORES, presso i NEGOZI DI DISCHI
TUMULTI è un lavoro di sperimentazione sulla composizione. L’improvvisazione, composizione istantanea, è chiaramente la spina dorsale del concept di questo lavoro : Improvvisazione come matrice di una nuova forma, l’impalcatura di una ri-composizione dei suoi elementi, di una reinvenzione della sua struttura, a livello formale, prospettico, armonico.
Gran parte della “matrice” delle ri-composizioni (come Zooubab de’ Ouab, Michele, Forse no, Revolt) è il risultato di sessioni di improvvisazione del duo De Vito-Heral. La forma “estemporanea” diviene terreno di scrittura. Forme preesistenti vengono “aperte”, frammentate, ”scomposte” per poi riagglutinarsi (Verbo e Umore, Hallucinations, Coloured Shadow, The sixth nonsense); ricondotte al grido essenziale, alla forma nuda (joga). O infine la forma è dettata da un unico “flusso di coscienza”,( Watery dreams) dai suoi mutamenti ed i suoi necessari tumulti.
(Maria Pia De Vito)
MARIA PIA DE VITO - voce, effetti;
PATRICE HERAL - batteria, percussioni
ERNST REIJSEGER - cello
PAUL URBANEK - piano, electronics
SCHEDA DEL CD
Quello tra Maria Pia De Vito e Patrice Heral è l’incontro tra due improvvisatori che hanno come fulcro della propria ricerca artistica la voce ed il ritmo.
Maria Pia De Vito ha posto da anni al centro del suo percorso musicale il lavoro sul suono e sull’utilizzo della voce dentro e fuori la cornice della forma–canzone, e sull’improvvisazione, dentro e fuori la cornice del jazz di matrice afro-americana. La voce come portatrice di senso, di storie e di parola, ma anche come medium per una comunicazione emotiva che dalla parola si affranca. La voce che si affranca dal suo ruolo naturale di strumento solista e melodico, diventando sostrato ritmico, grazie allo studio di forme ritmiche provenienti da culture diverse ed all’utilizzo di un “phrase sampler” che consente la sovraincisione, la “ moltiplicazione “ della voce e del respiro in tempo reale.
La sua collaborazione con Patrice Heral è inziata nel 2001, con la sua partecipazione alla registrazione di “Nel respiro” l’ultimo lavoro discografico della De Vito, insieme a Ralph Towner, John Taylor, Steve Swallow e ha trovato uno sbocco naturale nella registrazione di un cd che per le edizioni de “Il Manifesto”, registrato a Montpellier nello scorso novembre con, ospiti, l’ironia del violoncellista olandese Ernst Reijseger e il visionario contributo del “riverse composing” di Paul Urbanek.
PATRICE HERAL, batterista, percussionista-cantante di grande inventiva ed originalità, una duttilità e sensibilità che gli consentono di passare da atmosfere rarefatte e liriche a momenti di grandissimo impatto, sia nel drumming sia nell’utilizzo della voce, anch’esse moltiplicate tramite l’uso della tecnologia.
Il risultato di questo incontro così “naturale “ ed istintivo tra i due musicisti è un dialogo incessante, fatto di canto dispiegato ed accelerazioni, di umorismo e rumorismo, di poesia e di furore, attraverso improvvisazioni estemporanee e composizioni originali “arrangiate” per un’ orchestra vocale e percussiva composta – virtualmente - da un numero illimitato di elementi.
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