Lui, il frontman dei Primal Scream, che tra partecipazioni a Glastonbury, Reading e ad altre manifestazioni di altissimo rango è da sempre uno dei maggiori protagonisti degli eventi musicali all'aperto nel Regno Unito e non solo, ha preso parola per condannare, senza mezzi termini, lo spirito che - a parer suo - ha ormai corrotto irrimediabilmente lo spirito dei festival rock: Bobby Gillespie, infatti, è stato piuttosto chiaro, nel corso di un'intervista rilasciata al New Musical Express, circa quale sia il problema dei maggiori happening musicali internazionali.
"Quando penso ai festival, penso a quelli tra fine anni Sessanta e inizio anni Settanta, e immagino sempre contesti dove i gruppi potevano esprimersi con maggiore liberta rispetto ad altri. Certo volte, tuttavia, mi sembra che andare ad un festival oggi sia come andare in un centro commerciale. La gente vuole solo i marchi. Vuole che ci sia l'Adidas, TK Maxx e Yo Sushi. Vogliono quello che conoscono dei marchi, e nient'altro. Ho sempre pensato ai festival come a posti dove sfidare il pubblico, offrendogli qualcosa di più rispetto al solito, non a posti dove vai a suonare una specie di greatest hits: vengo da un background più punk e sperimentale, ho il gusto della sfida. Certo, anch'io, da spettatore, voglio sentire le hit, ma vorrei sentire anche qualcosa di particolare".
Poi, a corollario, il racconto dell'esperienza all'ultimo festival di Glastonbury, che ha visto i Primal Scream suonare sul main stage immediatamente prima degli headliner Rolling Stones: "Eravamo a circa una quindicina di metri dal pubblico", ha ricordato Gillespie, "Era troppo lontano. Non sono in grado di dire se siamo stati in grado di stabilire o meno una connessione con la platea. In ogni modo, è sempre dura a Glastonbury: il pubblico è diverso dagli altri festival. In positivo o in negativo? Non saprei. Credo che il nostro ultimo concerto lì sia stato buono, e alla fine abbia convinto. Non ci vedrete mai salire su quel palco a suonare le nostre canzoni che conoscono tutti. Il nostro è stato un set di sfida. Una specie di ibrido tra arte e rock'n'roll".