Sanremo: presentato il video contro la pena capitale

Andrea Mirò ed Enrico Ruggeri hanno presentato alla stampa il video del brano “Nessuno tocchi Caino”, che ieri sera ha ottenuto il secondo posto provvisorio nella graduatoria sanremese al termine della prima serata.

Accompagnati da Oliviero Toscani e Sergio D'Elia, segretario dell'associazione Nessuno tocchi Caino, Enrico e Roberta, il vero nome di Andrea Mirò, hanno raccontato come è nata l'idea di portare all'attenzione della platea del Festival un tema impegnativo come quello della pena di morte. Era presente anche Leroy Orange, un cinquantaduenne di colore condannato alla camera a gas e graziato dal Governatore dell'Illinois negli Stati Uniti il 10 gennaio scorso.
“Crediamo che il Festival sia maturo per una presa di posizione in favore della civiltà – ha esordito Ruggeri. - In questa canzone vanno a confluire sensazioni forti, trasversali a qualsiasi schieramento. Spesso, quando si parla di pena di morte si pensa agli stati Uniti, ma ci sono troppi altri Paesi dove molte persone vengono uccise, dopo processi sommari, con procedure da epoca medievale”.
La canzone, che racconta il dialogo tra una condannata alla pena capitale e il suo giustiziere, diventerà la colonna sonora per gli impegni ufficiali dell'omonima associazione da anni impegnata contro la pena di morte. Impegni che si intensificheranno in occasione del semestre a presidenza italiana della Unione Europea. L'obiettivo è ottenere, durante la prossima assemblea generale dell'ONU in ottobre, una moratoria sulle esecuzioni capitali.

Il video, realizzato dall'ex fotografo delle campagne Benetton, è stato interamente realizzato in un teatro di posa milanese e utilizza con sapienza l'alternanza tra colore e bianco e nero. Immagini patinate che colpiscono come un pugno nello stomaco, in perfetto stile Toscani. Il regista ha spiegato di non aver voluto realizzare un filmato contro la pena di morte, ma un video per una canzone. “Ho cercato di mettere delle sbarre di divisione tra la vittima e il suo boia. Il ritmo costante e il dialogo drammatico tra questi due individui mi ha colpito. Ho tentato di valorizzare questo aspetto, di essere meno cruento possibile e di seguire la musica. E' soltanto il video di una canzone, ma non tutte le canzoni devono essere stupide. Con le canzoni si possono dire anche cose serie in modo piacevole e perfino educativo”.
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