Pubblicata la deposizione-choc che incastra Michael Jackson come 'pervertito'

Pubblicata la deposizione-choc che incastra Michael Jackson come 'pervertito'

Il domenicale britannico "News Of The World" ha pubblicato la deposizione-choc che Jordy Chandler, il tredicenne messo a tacere nel '93 da Michael Jackson con una somma pari a circa 24 milioni e mezzo di euro, rese ad un tribunale di Los Angeles.

Dopo dieci anni, il potentissimo tabloid UK è riuscito ad avere una copia della testimonianza del ragazzo e ne ha pubblicato un estratto avvisando i propri lettori che "queste parole sono scioccanti, ma crediamo che debbano essere pubblicate". Anche noi riteniamo che lo siano. Ma, visto che ormai sono di pubblico dominio in quanto diffuse da un organo di stampa che vende oltre tre milioni di copie, sarebbe sciocco fare finta di niente. Il "News", fondato a Londra nel 1843, riferisce che la testimonianza non è mai stata pubblicata nella sua versione integrale. Jordy: "Iniziò chiamandomi al telefono. Le nostre conversazioni duravano anche tre ore. Parlammo di Neverland". Il primo invito giunse al ragazzino nel febbraio 1993. Jordy si recò presso il ranch californiano di Jacko con sua mamma June e la sorellastra Lily, di cinque anni. "Portò me e Lily da Toys R Us (negozio di giocattoli), e ci fece comprare tutto ciò che volevamo". Nel marzo '93 Jacko portò i tre presso un albergo di Las Vegas. Lily e la mamma rimasero in una camera, mentre Jordy ed il cantante presero alloggio in un'altra. Jordy: "Guardai il film L'Esorcista nella camera di Michael. Ebbi paura. Lui suggerì di trascorrere la notte con lui. Non vi fu contatto fisico". Dopo il viaggio a Vegas, però, gli inviti al ragazzino si fecero più pressanti. "Il contatto fisico tra me e Michael Jackson crebbe gradualmente. Il primo passo fu solo un suo abbraccio. Quello successivo, un bacio sulla guancia. Poi iniziò a baciarmi sulle labbra, prima brevemente e poi più a lungo. Mi baciava quando eravamo a letto. Poi Michael iniziò a mettermi la lingua in bocca. Gli dissi che era una cosa che non mi piaceva. Michael iniziò a piangere e disse che non c'era nulla di male. Disse che, se la maggior parte della gente dice che una cosa è sbagliata, non è detto che la sia. Michael mi disse che c'era un altro dei suoi giovani amici che lo baciava con la bocca aperta. Michael mi disse che io non gli volevo bene come quell'altro suo amico. Il passo successivo fu quando Michael si strofinò contro di me a letto. Ci sdraiammo l'uno sull'altro con delle erezioni. Nel maggio '93 andammo a Monaco, e fu lì che le cose iniziarono a sfuggire di mano. Facemmo un bagno insieme. Fu quella la prima volta che ci vedemmo nudi. Michael fece il nome di alcuni suoi piccoli amici che si masturbavano davanti a lui. Poi Michael si masturbò di fronte a me. Mi disse che quando fossi stato pronto, lo avrebbe fatto per me. Mentre eravamo a letto, Michael mi mise la mano nelle mutande e poi mi masturbò fino all'orgasmo. Dopo di ciò, Michael mi masturbò parecchie volte sia con la mano sia con la bocca. Michael mi disse che non avrei dovuto dire a nessuno ciò che era accaduto. Disse che era un segreto. Dichiaro, sotto pena di falsa testimonianza, che quanto ho affermato è vero". Il "News" ha mostrato la testimonianza a Bob McLachlan, ex direttore dell'unità anti-pedofili di Scotland Yard. Il poliziotto ha dichiarato che si tratta della classica tattica dei pedofili e che "queste sono le azioni di un pervertito".

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