Più che una conferenza stampa, quella che Nicola Arigliano ha tenuto oggi, 20 gennaio, a Milano è stato un incontro a base di ricordi e consigli culinari. Al suo fianco, erano presenti i musicisti che ieri sera, al Ragno d'oro, lo hanno accompagnato nel concerto di presentazione del nuovo lavoro, ironicamente intitolato "My name is Pasquale!" (NUN Entertainment) e già nei negozi al prezzo consigliato di 15 Euro. Presenti, dunque, Giampaolo Ascolese (batteria), Elio Tatti (contrabbasso) e Antonello Vannucchi (pianoforte): assente, invece, il chitarrista Jimmy Villotti. Band, questa, che - insieme a Roy Paci alla tromba - lo accompagnerà nel prossimo appuntamento live atteso a La Palma di Roma venerdì 24 gennaio. Con questo nuovo lavoro Arigliano festeggia cinquant'anni di professione, ma il confronto con i tempi andati non sembra interessargli molto: "A me interessano il dopo domani e il dopo ancora", dice lo swing man, "non certo il passato". Eppure, è proprio da lontano che arrivano i racconti più belli che Arigliano condivide con la stampa presente: dalla balbuzie adolescenziale ("Mi prendevano tutti in giro", svela, "e tutto questo ha fatto sì che mi mettessi in mano a un medico bravo, e per anni ho dovuto leggere ad alta voce davanti allo specchio. Tuttora leggo ad alta voce") a quando si chiudeva negli armadi delle stanze d'albergo per suonare il sax senza disturbare nessuno ("Pensate che spettacolo se qualcuno apriva l'armadio", commenta scherzosamente Ascolese). Al titolo dell'album è legato una simpatico ricordo di una celebre gag di Totò, imitando la quale, ogni volta che qualcuno si stupisce della sua forma fisica, Arigliano risponde: "Ma quello che dite voi è mio nonno, Nicola. Io sono il nipote, mi chiamo Pasquale". E come il titolo, anche l'intero progetto discografico è in inglese, infatti l'album contiene sedici canzoni di autori americani, tutti standard del repertorio jazz internazionale (salvo due bonus tracks: "Napelicchie" e "Tressette a quattro"): "Per imparare l'inglese sono stato costretto ad applicarmi", commenta Arigliano, "ma in passato ho avuto anche una fidanzata americana e poi sono stato sei mesi in America e avevo imparato a parlare lo slang". Non sarà in inglese, invece, il suo prossimo album, per il quale sta già lavorando e che conterrà canzoni italiane degli anni '30, "quando si facevano cose fatte bene", dice. Tra le canzoni che Arigliano ci anticipa di voler inserire troviamo per esempio "Bombolo" e il "Pesce e l'uccellino", il resto della tracklist è tutta ancora da decidere.
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