Giunti al loro terzo album ("Walkin on a thin line", in uscita il prossimo 6 febbraio), i Guano Apes, band tedesca dedita al metal "ibrido" in tempi non sospetti, opta per la svolta: una svolta "coerente", per così dire. "Certo, questo disco è più 'pop', in senso lato, dei nostri lavori precedenti", ammette serenamente il chitarrista Henning, "Ma, sinceramente, non ci trovo nulla di male: 'pop' deriva da 'popular', e noi non ci siamo mai considerati una band di nicchia. Questo nuovo disco, per noi, è stato il segno di una grande evoluzione: l'importante, ai nostri occhi, è che la gente riconosca il nostro suono e il nostro stile". In effetti, nonostante oggi a Milano alla stampa sia dato di ascoltare solo 5 brani del disco di prossima uscita, un cambiamento rispetto alle hit del passato quali "No speech" e "Lords of the boards" salta subito alle orecchie: il sound, a tratti, si è fatto notevolmente più morbido, con insospettabili aperture melodiche. Un'evoluzione, questa, dovuta alla grande quantità di gruppi che oggi abusano degli stilemi rap-metal? "In effetti la scena nu metal attuale è sovraffollata: il suond di tanti gruppi si somiglia in maniera impressionante, e la concorrenza, all'interno del genere, si è sicuramente fatta spietata. Tuttavia noi non ci siamo mai considerati una band nu metal, nonostante la positiva accoglienza riservata ai Guano Apes dal pubblico statunitense". La band, infatti, è stata ospite di P.O.D. e Creed per una serie di date oltreoceano: "L'esperienza fatta coi P.O.D. è stata assolutamente eccitante", ribatte il batterista Dennis, "Loro sono delle vere superstar: suonavamo ogni sera davanti a migliaia di persone in palazzetti dove il 'sold out' era all'ordine del giorno. E la nostra musica veniva sempre apprezzata..". Possibile quindi una prossima invasione del mercato americano? "Chi può dirlo? A noi, comunque, non interessa certo diventare 'big in America'".
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