E’ successo nel 2002: 21 ottobre

E’ successo nel 2002: 21 ottobre
David Gray: 'Col pop di oggi c'entro poco o niente' (21 ottobre 2002)

Basette, capelli biondicci, lineamenti inconfondibilmente anglosassoni. David Gray è il tipo che ti aspetteresti di vedere sullo schermo a impersonare qualche personaggio di Nick Hornby o di Irvine Welsh, tanto risulta comune e al tempo stesso caratteristica la sua faccia (che a noi fa venire in mente quella di Rick Buckler, l'ex batterista dei Jam).
Di britannico ha anche un pizzico d'humour e la ritrosia a svelare se stesso in pubblico. “Accidenti”, esordisce, “questa è la mia prima vera conferenza stampa qui da voi. Speravo di discutere del modulo 4-4-2 della nazionale inglese, e invece mi chiedete del nuovo disco….”. L'oggetto in discussione, “A new day at midnight”, esce venerdì prossimo, 25 ottobre, ed è fortemente influenzato, nei testi e nelle atmosfere, da un'esperienza tragica e recente, la perdita del padre. Argomento di cui, avverte l'ufficio stampa prima di dare il via alle domande, mr. Gray oggi non vuole parlare, ma che aleggia inequivocabile nelle sue risposte.
“'White ladder' – ammette il singer-songwriter baciato da recente e inatteso successo – era un disco dal tocco più leggero, più facile da ascoltare e da comprendere. L'album nuovo tratta di sentimenti e di situazioni più complesse, in generale di temi più difficili da digerire. Sinceramente non so se avrà la stessa entusiastica accoglienza ma non chiedetemi di analizzarne a fondo i contenuti, sono le circostanze della vita a spingerti in una direzione piuttosto che nell'altra: fosse uscito due anni fa, sarebbe stato certamente di umore molto più gioioso”.
Inevitabile chiedergli se ha sentito la pressione, un senso di responsabilità accresciuta nel confezionare il seguito di un hit album (oltre cinque milioni di copie nel mondo). “In realtà no, non mentre l'ho composto e registrato, almeno. Il difficile comincia ora, che mi trovo a doverne parlare mentre non è ancora nei negozi…”. Essere considerato un musicista pop non lo infastidisce (“Ma Grace Jones e Prince lo sono in modo diverso”), eppure Gray non si sente del tutto a suo agio nella “scena” della musica popolare odierna. “Perché 'White ladder' ha avuto tanto successo? Credo che ci fosse un pubblico numeroso, là fuori, che non aspettava altro che di poter ascoltare delle canzoni oneste e sincere che sgorgano dal cuore. Canzoni che basano la loro capacità di seduzione sulla forza delle melodie, piuttosto che sul marketing o sulla costruzione di un'immagine vincente. Oggi che la musica non ha più a che fare con movimenti collettivi, con la rivoluzione sessuale o con quella giovanile, tutti operano in un ambiente molto più isolato. Molti, però, hanno evidentemente trovato facile identificarsi con il senso di disagio e di incertezza che emana dalle mie composizioni”. Mr. Gray, insistiamo noi, non è mai stato tentato di allargare la sua visuale oltre l'introspezione e l'esperienza personale, prendendo spunto dalla realtà che la circonda? “L'ho fatto nei miei primi dischi, quando ero giovane e arrabbiato, ma poi mi sono accorto che funzionavo molto meglio quando scrivevo di me stesso, dell'amore e della confusione che questo sentimento genera in me… Certo, i fatti tragici di questo ultimo anno mi spingerebbero a comporre di nuovo canzoni di protesta, ma non posso scrivere esplicitamente dell'11 settembre. Springsteen ci ha provato, io la ritengo una materia troppo scottante e delicata per un musicista: si rischia di essere semplicistici e grezzi. Intanto, però, percepisco un deciso cambio di stile dentro di me: in 'White ladder' raccontavo delle storie, in'A new day at midnight' faccio un uso più elaborato delle immagini, pezzi come 'Dead in the water', 'Knowhere' o 'December' sono molto più poetici”.
C'è ancora tempo di sottolineare la “cinematograficità” della sua musica (“diverse canzoni di 'White ladder' erano state scritte per un piccolo film inglese, 'This year's love', ma aspetto ancora una proposta seria da un regista credibile”), prima della domanda di prammatica sul prossimo tour: “Poiché sarà la mia prima volta in Italia (il 10 marzo a Firenze e l'11 a Milano) preparerò uno show riepilogativo dell'intera carriera. Ci metterò anche qualche cover, come ' Go down easy' di John Martyn. C'è quella frase, nel testo, che dice 'i folli stanno prendendo possesso del manicomio'….è in sintonia con la mia visione attuale del mondo”.

Per ascoltare in anteprima il nuovo disco di David Gray, "A new day at midnight", sul sito ufficiale del cantautore, cliccate sul banner qua sotto.

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