Credits: Mauro Pomati
Francesco De Gregori parla con Rockol del nuovo disco “Il fischio del vapore”, inciso in collaborazione con la cantante folk Giovanna Marini (vedi news). E sgombra il campo dalle dietrologie che attribuiscono all’uscita discografica, collezione di celebri canzoni popolari come “Bella ciao” e “L’attentato a Togliatti”, il senso di una presa di posizione militante in un momento storico caratterizzato da veleni e tensioni a livello locale ed internazionale. “Avessimo voluto farne un disco politico, avremmo scelto canzoni come ‘Contessa’, ‘I morti di Reggio Emilia’ o ‘La ballata di Pinelli’. Invece abbiamo solo cercato di tirare fuori dal museo canzoni tuttora vive e attuali, belle melodie che dà gran gusto cantare. Certo – aggiunge il cantautore romano – le canzoni del popolo sono per loro stessa natura di sinistra: anche Mussolini, come Togliatti, è stato vittima di attentati durante il Ventennio, ma non mi risulta che nessuno abbia mai cantato quegli episodi in una canzone”.
Se un filo comune c’è, tra le tredici tracce dell’album, De Gregori lo individua piuttosto nel tema dell’innocenza: “Pasolini, le mondine, Sacco e Vanzetti sono tutti personaggi innocenti. E’ questo che rende attuali le canzoni, forse: gli innocenti, e le vittime, ci sono anche oggi”. Per il resto, ci tiene a sottolineare la spontaneità assoluta dell’operazione. “Abbiamo preso il repertorio e lo abbiamo adattata allo stile mio e del mio gruppo, che in fondo siamo una garage band. Ed è stata proprio Giovanna a suggerire spesso gli arrangiamenti meno ortodossi e più innnovativi, come quello che abbiamo scelto per un pezzo come ‘Il feroce monarchico Bava’ ”.
Possibilista sulle sue future scelte artistiche (“Non programmo nulla: l’esperienza di ‘Il fischio del vapore’ per me è chiusa, ma certo quest’esperienza è destinata ad affiorare nei miei prossimi lavori”), De Gregori ha voglia di spendere sforzi e parole per promuovere “un disco così fuori dalle logiche commerciali: io e Giovanna andremo anche in TV, da Morandi (il 30 novembre). E’ una scelta coerente, per un lavoro che recupera l’approccio del cantastorie: la televisione, oggi, è la piazza per eccellenza”.
Con la Marini, intanto, la collaborazione è destinata a proseguire. “Almeno spero: vorrei produrre il suo prossimo disco”, confessa l’autore di “Viva l’Italia”. “Intanto sto lavorando anche al nuovo disco di mio fratello, Luigi Grechi. E voglio continuare a suonare dal vivo, nei teatri, nei club, e nei palasport. Con la mia band mi sto proprio divertendo”. Guai però a parlargli di “Neverending tour” e a suggerire un parallelo con Bob Dylan: gli viene spontaneo l’unico moto di fastidio della lunga e piacevole chiacchierata.
L’intervista completa con Francesco De Gregori verrà pubblicata nei prossimi giorni da Rockol.
Se un filo comune c’è, tra le tredici tracce dell’album, De Gregori lo individua piuttosto nel tema dell’innocenza: “Pasolini, le mondine, Sacco e Vanzetti sono tutti personaggi innocenti. E’ questo che rende attuali le canzoni, forse: gli innocenti, e le vittime, ci sono anche oggi”. Per il resto, ci tiene a sottolineare la spontaneità assoluta dell’operazione. “Abbiamo preso il repertorio e lo abbiamo adattata allo stile mio e del mio gruppo, che in fondo siamo una garage band. Ed è stata proprio Giovanna a suggerire spesso gli arrangiamenti meno ortodossi e più innnovativi, come quello che abbiamo scelto per un pezzo come ‘Il feroce monarchico Bava’ ”.
Possibilista sulle sue future scelte artistiche (“Non programmo nulla: l’esperienza di ‘Il fischio del vapore’ per me è chiusa, ma certo quest’esperienza è destinata ad affiorare nei miei prossimi lavori”), De Gregori ha voglia di spendere sforzi e parole per promuovere “un disco così fuori dalle logiche commerciali: io e Giovanna andremo anche in TV, da Morandi (il 30 novembre). E’ una scelta coerente, per un lavoro che recupera l’approccio del cantastorie: la televisione, oggi, è la piazza per eccellenza”.
Con la Marini, intanto, la collaborazione è destinata a proseguire. “Almeno spero: vorrei produrre il suo prossimo disco”, confessa l’autore di “Viva l’Italia”. “Intanto sto lavorando anche al nuovo disco di mio fratello, Luigi Grechi. E voglio continuare a suonare dal vivo, nei teatri, nei club, e nei palasport. Con la mia band mi sto proprio divertendo”. Guai però a parlargli di “Neverending tour” e a suggerire un parallelo con Bob Dylan: gli viene spontaneo l’unico moto di fastidio della lunga e piacevole chiacchierata.
L’intervista completa con Francesco De Gregori verrà pubblicata nei prossimi giorni da Rockol.
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