A pochi giorni di distanza dalla sua precedente esternazione, il solitamente poco loquace David Gilmour ha voluto meglio spiegare alcuni concetti tratteggiati. Il 56enne musicista, con homevideo in pubblicazione ("David Gilmour in concert", registrato nel giugno 2001 a Londra) ed album solista previsto per il 2003, ha innanzitutto voluto fare una doccia fredda ai fan dei Pink Floyd. "I Pink Floyd, sinceramente, per me al momento sono la cosa a cui penso meno. So che altri la pensano diversamente, ma per adesso ai Pink Floyd non ci penso proprio. Sono concentrato sulle cose che faccio in maniera egoista, e mi diverto". Appare la scritta "The end" sui titoli di coda? Non proprio: Gilmour ha voluto lasciare un margine, seppure esiguo, di manovra. "Forse 'Echoes' sarà l'ultimo capitolo nella storia del gruppo. Però chissà, vedremo", ha riferito. Quindi un particolare che non mancherà d'affascinare profondamente gli appassionati più radicali della mitologia del gruppo britannico. Gilmour ha infatti rivelato che, dopo averlo visto per l'ultima volta 27 anni fa, potrebbe prendere la decisione d'andare a trovare Syd Barrett, uno dei fondatori del gruppo, da anni residente a Cambridge ed in stato mentale non del tutto normale. "Forse il momento è arrivato. Magari andrò a casa sua per un tè e per fare quattro chiacchiere", ha riferito il musicista, preferendo non entrare in particolari ma confessando d'avere occasionali colloqui telefonici con la sorella di Barrett.
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