Potrebbe non essere quello che Mike Love ha dipinto come una "pausa temporanea per evitare l'inflazionamento presso il pubblico" il congelamento dei Beach Boys dopo la reunion - discografica e dal vivo - della quale la band è stata protagonista lo scorso anno: questo, almeno, è il pensiero di Brian Wilson, principale autore del repertorio storico del gruppo improvvisamente esautorato - insieme agli altri due elementi originali della formazione Al Jardine e David Marks - al termine del tour celebrativo seguito alla pubblicazione di "That's why God made the radio".
Ritirando un Grammy Award (nella categoria "miglior album storico", per la versione deluxe di "The smile sessions") a margine della cerimonia che la scorsa domenica ha richiamato allo Staples Center di Los Angeles il gotha dello showbiz mondiale, Wilson ha lasciato intendere - nemmeno troppo velatamente - come lo sgarbo subito qualche mese fa abbia precluso ad ogni possibilità di riavvicinamento: "Un'altra reunion? No, ne dubito. Non credo che succederà", si è limitato a dichiarare il compositore.
Ad oggi la situazione pare ancora piuttosto intricata: Mike Love, che detiene i diritti legali di sfruttamento della sigla, non ha intenzione di cedere, almeno per il momento, e di riprendere a bordo gli storici compagni. D'altro canto Wilson, che pure dopo la reunion ha ripreso ad esibirsi dal vivo come solista, potrebbe - seppure non sotto l'egida Beach Boys - riunire tre quarti della line-up originale per (più o meno sporadici) eventi live: uno, al momento, è già stato programmato per il prossimo 25 luglio al Fraze Pavilion di Kettering, Ohio .