“Piagnucoloni e viziati”: non è l’attacco di un bambino pettegolo a un suo coetaneo, ma bensì il commento degli Stereophonics nei confronti dei sempre – e con grande eleganza – silenti Radiohead. Ma i ‘Phonics, palesemente invidiosi di un talento che a loro manca, hanno creduto utile impiegare il prezioso tempo di un’intervista non per promuovere la loro arte, ma per criticare i colleghi. Secondo il gruppo di Kelly Jones, intervistato dalla rivista irlandese Hot Press, Thom Yorke sarebbe anche un “miserabile fesso”. In attesa di salire sul palco dello Slane Castle davanti a 80.000 persone lo scorso sabato, i tre musicisti si sono lasciati andare a una serie di intemperanze di natura extra musicale. Quando poi gli è stato domandato che cosa ne pensassero di quelle star che si lamentano della loro situazione, Kelly e compagni sono esplosi: “Certo, il lavoro è duro, ma non per questo è giusto comportarsi con tutti come un miserabile fetente: e questo è ciò che fa Thom Yorke. L’ho visto aggirarsi ai festival con la faccia di uno che sta per assistere alla fine del mondo”. Poi, si è aggiunto il commento del batterista Stuart Cable, che senza troppi inviti ha rincarato la dose: “Il mio sospetto è che Thom Yorke fosse un lamentoso bastardo molto prima di far parte dei Radiohead. Il business ti cambia solo se tu glielo permetti. Possono andarsene quando vogliono. Se essere negli Stereophonics fosse un problema così grande per la mostra sanità mentale, avremmo già detto alla V2 ‘ragazzi, ci dispiace, ma adesso ce ne andiamo in ferie’”. Visto che non c’è due senza tre, è arrivato anche il turno del bassista Richard Jones: “Di loro puoi capire che non hanno mai avuto un vero lavoro prima di essere musicisti. Noi abbiamo dovuto farlo per vivere, perché le nostre famiglie non erano benestanti. Non si sono mai alzati alle 7.30 del mattino per occuparsi di affari infami. E, se l’hanno fatto, probabilmente è stato per un lavoro part-time che gli poteva permettere di andarsene a sciare con gli amici a Natale”.
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