Il miracolo finanziario della Gibson

Il miracolo finanziario della Gibson
E' un periodo molto florido per l'azienda costruttrice della mitica chitarra Gibson: dopo un grave crollo finanziario è stata guidata verso il risanamento da Henry Juszkiewicz, CEO della società dal 1986. “Se voi italiani me lo consentite”, spiega il dirigente, “prendo in prestito le parole di Michelangelo. Quando gli chiedevano come aveva fatto a scolpire la 'Pietà', lui rispondeva di non aver creato nulla: 'Era già nel marmo, io l'ho semplicemente vista'. Ecco, con le dovute proporzioni, lo stesso discorso vale per la Gibson: questa azienda produce strumenti musicali di prima qualità da oltre cent'anni e per rilanciala ho dovuto solo guardare a quello che stava già scritto nella sua tradizione”.

“Negli anni settanta”, continua Juszkiewicz, “grazie a grandi personaggi della musica come i Beatles e Bob Dylan il mercato della chitarra stava esplodendo. Tutte le multinazionali si erano precipitate ad acquistare i marchi del settore inserendo nuovi manager e licenziando i vecchi. Ciò ha depredando le aziende del loro patrimonio di conoscenza e le ha portate alla crisi finanziaria”.
“Per risanare i conti e per convincere il cliente ad acquistare le nostre chitarre abbiamo deciso di condurre alcuni sondaggi con lo scopo di ricavare indicazioni preziose sulla domanda del mercato e per misurare il gradimento del prodotto acquistato. Dopo aver studiato i dati raccolti abbiamo deciso di offrire prodotti di alta qualità, anche se con prezzi più elevati di quelli dei concorrenti. Abbiamo creato un sistema di assistenza clienti, abbiamo lavorato nelle scuole con i maestri di musica e abbiamo tolto alla chitarra elettrica quell'etichetta di 'strumento per cattivi ragazzi', restituendole un'immagine migliore. Grazie a queste mosse, dal 1986 abbiamo avuto un incremento medio costante delle vendite del 27%".
Ma quanto è importante il rapporto tra la Gibson e gli artisti? “Quando un musicista come Jimmy Page prende una chitarra in fabbrica e la usa in concerto, vuol dire che la qualità è sempre alta e affidabile e, di conseguenza, anche il prestigio cresce. Se poi Eric Clapton sponsorizza i concorrenti delle Fender, ma sul palco usa una Gibson, il successo diventa totale. Gli artisti sono importanti per l'immagine. La nostra società ha deciso di stabilire un rapporto umano con loro fornendogli gli strumenti di cui hanno bisogno e, soprattutto, seguendoli durante tutta la loro carriera. All'inizio i concorrenti dicevano che eravamo pazzi, ma alla fine abbiamo avuto ragione noi”. (Fonte: La Stampa)
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