Shirley Manson parla di sé e dei Garbage

Shirley Manson parla di sé e dei Garbage
Credits: Roberto Finizio / Concessione in uso a Rockol

I Garbage hanno fatto sensazione con il primo disco: ora viene il momento tradizionalmente più difficile per ogni gruppo, quello del secondo album. Preannunciato dal singolo “Push it”, tra qualche settimana uscirà “Version 2.0”, un titolo i cui echi digitali fanno pensare a “Ok computer” dei Radiohead.
Spiega Shirley Manson: “Sembrerebbe una coincidenza, ma mi sono convinta che non lo è. Intanto che componevamo i brani del disco, ho sentito un loro brano che sostanzialmente diceva quello che io avevo appena finito di scrivere. La mia prima reazione è stata: ‘Oh, no! Vaffanculo, vaffanculo!!!’ Poi ci ho pensato su e mi è parso interessante che persone che non conoscevo stessero più o meno andando nella stessa direzione dei Garbage”.
Il gruppo verrà in Italia in estate: una data sicura è quella del 16 luglio, a Correggio (pronuncia della bella Shirley: “Cogio”). “Questo disco ci rappresenta meglio come band: ora ci conosciamo e stimiamo di più rispetto a quando eravamo quattro persone che facevano un esperimento miscelando suoni. Certo, anche per “Version 2.0” abbiamo fatto un lavoro di studio esagerato. Quando saremo sul palco, ci toccherà barare un pochettino. L’importante sarà coinvolgere la gente, e per questo abbiamo cercato di fare canzoni che potessero vivere anche senza troppe alchimie elettroniche”.
Come ci si trova a essere considerata un sex-symbol?
“Beh, da quando esiste il rock le donne che cantano o suonano sono considerate tali, e ormai anche gli uomini. Cerco di fregarmene, anche se ogni tanto mi sembra che parlino di un’altra. La cosa più interessante l’ha scritta un giornale che mi ha trovato un passato di prostituta ubriacona. Chissà perché una sola delle due cose non gli bastava”.

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