La famiglia e la società che si occupa di preservare memoria e immagine - e tutti i diritti economici correlati - di Randy Rhoads (il leggendario chitarrista di Quiet Riot e Ozzy Osbourne, scomparso in un incidente aereo nel 1982) ha iniziato una battaglia legale.
Bersaglio delle denunce partite sono i filmmaker e autori Peter Margolis e Andrew Klein, la casa editrice Velocity Publishing Group Inc. e Steven Rosen: tutti sono coinvolti nel progetto naufragato di un documentario su Randy, nonché nella pubblicazione di un libro non autorizzato sul chitarrista.
Le accuse mosse comprendono truffa, mancato rispetto di termini contrattuali, violazione della privacy, utilizzo improprio di diritti pubblicitari e utilizzo non autorizzato di informazioni e fotografie.
Tutto nasce da un documentario su Rhoads iniziato nel 2007 da Margolis e Klein, con l'autorizzazione della famiglia del chitarrista. A quanto pare, all'inizio del 2012 il film è stato completato, ma non è mai stato pubblicato; pare infatti che sia stato ritenuto dalla famiglia di Randy un lavoro approssimativo, di "qualità pessima", quindi non degno di rappresentare la memoria del musicista.
Alla fine del 2012, però, è uscito un libro intitolato semplicemente "Randy Rhoads", edito appunto da Velocity Publishing Group Inc, scritto da Andrew Klein e Steven Rosen, con la collaborazione di Peter Margolis e Denny Anderson. La famiglia Rhoads, dopo essersi procurata una copia del libro, è andata su tutte le furie e - stando a un comunicato stampa - si ritiene "basita e orripilata dal fatto che Klein e Margolis si spacino per esperti della vita di Randy Rhoads e facciano intendere di avere avuto l'approvazione e la collaborazione della sua famiglia, cosa che invece non è accaduta". Si tratta, dunque, di un libro non autorizzato che in gran parte si basa su materiale che la famiglia Rhoads aveva messo a disposizione solo e unicamente per il documentario poi abortito.
Il comunicato stampa diffuso dai Rhoads continua, spiegando che "la famiglia accusa Margolis e Klein di furto di materiale; non detengono alcun diritto o proprietà su quel materiale, dopo che il documentario è fallito. Ma lo hanno usato nel libro con l'intento di trarne profitto e sfruttare Randy e la sua famiglia".