Inediti dei cantautori italiani: non se ne può più?

Cosa sarà, il virus di "Matricole" che si impone anche nella musica? Oppure la voglia di viaggiare un po' a ritroso nel tempo con la fantasia (e la nostalgia)? Cosa è successo in questi ultimi anni? Sì è scatenata la caccia al videoamatore collezionista o si setacciano senza tregua archivi RAI e di case discografiche alla conquista dello scoop canterino? La risposta soffia nel vento, direbbe qualcuno: fatto sta che, da qualche tempo, la nostra televisione è talmente prodiga di filmati inediti dei nostri cantanti da destare quasi perplessità. Anche perché il video inedito di Battisti dà la libidine dell'inedito quando è uno, ma se gli inediti compaiono con una frequenza quasi regolare, dopo un po' l'unico effetto che arriva è quello della 'svalutazione' stessa del materiale. E così, se prima il video inedito di Battisti o Baglioni prendeva mezza pagina di quotidiano nella sezione spettacoli, spesso anche con un bel commentino di costume, adesso invece la notiziola viene esaurita in poche righe. Come succede per presentare lo speciale TG2 del prossimo lunedì 13 aprile che mostrerà: un film del 1973 con Baglioni protagonista (sarà già pronto il campionamento di Blob?), Lucio Battisti versione '76, Ramazzotti che canta in spagnolo (come se non lo avesse mai fatto: il suo unico disco dal vivo - immortalato anche su video - è praticamente bilingue...), Mina in giapponese, Luigi Tenco in catalano, Barbra Streisand in italiano. Una domanda: ma, visti tutti questi "inediti", non sarebbe meglio organizzare degli special monografici, magari un po' approfonditi, sui singoli cantanti, piuttosto che continuare con queste macedonie da 'seconda serata'?

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