I Tribà presentano 'Io sono il Re'

Pochi minuti prima di parlare con Vito Miccolis, componente fondatore dei Tribà, la nazionale italiana perdeva la partita contro la Corea del Sud uscendo così dai Campionati Mondiali di Calcio. “Ho patito tantissimo”, ci spiega il musicista. “Purtroppo più che uno sportivo sono un tifoso, divento poco obiettivo, mi arrabbio, ma passerà…”.
A quasi un anno di distanza dal successo di “Mama insegnami a ballar” e “Es un ritmo (para bailar)”, i Tribà presentano il loro nuovo singolo, “Io sono il Re”. “In questo periodo ci sono successe tante cose interessanti”, ci racconta il percussionista. “Siamo nati nell'underground torinese, eravamo totalmente sconosciuti al pubblico, avevamo poca esperienza alle spalle e facevamo un genere musicale di nicchia. Il successo dei due singoli ha però aumentato l'interesse nei nostri confronti, permettendoci di portare quasi ovunque il nostro spettacolo. Fare più di novanta date in cinque mesi ha fatto sì che si rafforzasse il feeling tra i vari componenti della band (ben tredici) e ci ha permesso di trovare idee fresche per i nuovi brani”. “Io sono il Re” è il primo prodotto di questa nuova vena artistica, una canzone apparentemente leggera, ma che nasconde un chiaro e ironico messaggio di denuncia. “E' una canzone polemica, anche se in un modo molto elementare dal punto di vista della scrittura. E' un brano che critica i potenti della terra e anche chi governa la nostra nazione”, continua Vito. “Purtroppo il successo ha allontanato una parte dei nostri vecchi fans. Qualcuno, ascoltando 'Mama insegnami a bailar', ha pensato che fossimo un progetto discografico costruito a tavolino fatto per vendere ed entrare nelle classifiche. In realtà era solo un episodio all'interno del disco, un brano scelto dalle radio perché più orecchiabile, ma non ha svenduto artisticamente il gruppo. Con questa nuova canzone speriamo di chiarire l'equivoco, anche se siamo molto affezionati a 'Mama…'”.
Con il maggiore affiatamento del gruppo si è andato a definire maggiormente il ruolo di voce solista, precedentemente diviso tra Bobo Boggio e Boris, ma ora completamente ricoperto da quest'ultimo. “Ci sono molto motivi per spiegare il 'cambiamento in corsa'”, ci spiega il percussionista. “Quando Boris è entrato nei Tribà conosceva ancora poco l'italiano e faceva fatica a cantare, così abbiamo deciso di affiancargli Bobo, la voce dei Fratelli di Soledad. Successivamente per alcuni problemi personali, Boggio ha dovuto abbandonare il gruppo lasciando tutto lo spazio a Boris, che nel frattempo aveva migliorato la propria pronuncia”.
A fine giugno verrà ripubblicato “Ritmo criminal”, con l'aggiunta di “Io sono il Re” e di “Sul Bordo”, interpretata da Boris: contemporaneamente, il gruppo sta lavorando ai nuovi pezzi che confluiranno nel nuovo disco, la cui pubblicazione è prevista per la fine del 2002. “Come nell'album precedente, attingeremo ad una sorta di calderone contenente sonorità e ritmiche provenienti dall'Africa e dai paesi latinoamericani”, ci spiega Vito. “Per quanto riguarda i testi seguiremo invece il filone iniziato da 'Io sono il Re'. D'ora in poi ci confronteremo molto di più con l'esterno“.
Con l'arrivo dell'estate la carovana dei Tribà si rimetterà in moto per una nuova, lunga serie di date in tutta Italia. “In realtà non abbiamo mai smesso di suonare dal vivo. Spero di vedere tanta gente a tutti i concerti, non solo ai nostri. Il pubblico deve tornare ad ascoltare la musica dal vivo perché rappresenta il vero patrimonio che noi musicisti lasciamo a chi ci ascolta”.
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