Al "Sun", il potente tabloid britannico che dal '97 è sfacciatamente laburista dopo una vita passata a corteggiare i conservatori, dev'essere rimasta qualche fugace simpatia per gli eredi della Thatcher. Quando il quotidiano ha notato un servizio sulla villa di Billy Bragg, uomo da sempre di sinistra ed anti-establishment, ci ha visto rosso: non poteva fargliela passare impunemente. Il servizio messo sotto accusa dal "Sun" è quello appena apparso su "Homes & gardens", patinato mensile sicuramente più prossimo alle vedute dei conservatori che a quelle dei laburisti, in cui il musicista "rosso" illustra urbi et orbi le qualità della sua costosa villa vittoriana nel Dorset. Il "Sun", che avrebbe potuto ironizzare in maniera molto pesante, non affonda particolarmente il colpo. Si limita ad osservare che sembra passata parecchia acqua sotto i ponti da quando Bragg, chitarra in spalla ed idee marxiste in testa, faceva parte del Red Wedge, organizzazione musical-politica che tentava di distogliere voti dai conservatori per convogliarli invece sui laburisti di Neil Kinnock. "Ne è passato di tempo da quando Billy manco morto si sarebbe fatto vedere in una pubblicazione simile", scrive il Sun, il quale poi ironizza sul fatto che i lavori di abbellimento apportati alla sua villa, che è del 1880, sono stati fatti dagli operai. L'ultimo singolo di Steven William Bragg è "Take down the Union Flag", inno antimonarchico pubblicato apposta in corrispondenza del "giubileo d'oro" della regina Elisabetta II.
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