Rocky Horror Show, (quasi) 30 anni e non sentirli

La prossima settimana torna in Italia il Rocky Horror Show. Tre tappe, Milano (LG Palace, 7-12 maggio), Torino (Teatro Colosseo, 13-15 maggio) e Genova (Politeama, 16-18 maggio) per rinvedire il mito di uno dei musical più anomali e amati, da ormai quasi trent'anni.

Nato nel 1973 grazie alla mente un po' malata di Richard O'Brien, il Rocky Horror Show divenne un fenomeno solo qualche anno dopo. Nel 1975 venne trasformato in un film (il “Rocky Horror Picture Show”, in cui recitarono Meatlof ed una giovanissima Susan Sarandon). Fu inizialmente un flop. “Rimase tale finché non nacque la cosiddetta 'audience partecipation'”, spiega a Rockol Paul Pecorino, interprete del “dolce travestito da Transexual nella galassia di Transylvania', ovvero Frank 'n' Furter, nella attuale messa in scena, curata dal London Theatre per la regia di Christopher Malcolm. “La gente andava in sala a vedere la pellicola mimando alcune delle scene e partecipando attivamente. Fu questa cosa che fece la differenza e fece nascere il successo del film”, continua Pecorino, americano di origini italiane dalle chiare somiglianze con Tim Curry, interprete della versione originale. Ancora oggi la partecipazione del pubblico è lo spettacolo nello spettacolo: se andate a vederlo portatevi guanti, riso, pistola ad acqua, giornali. Perché? Lo scoprirete…
“Il motivo del successo del musical”, continua Pecorino, “è riassunto dallo slogan 'Don't dream it, be it!': esprimersi ed essere tutto ciò che si sogna di essere, magari anche solo per un paio d'ore. E poi c'è la musica...”

Già, la musica. Il RHS è la strana storia di due innocenti e casti fidanzatini – Brad e Janet- che vengono iniziati al sesso da strane creature extraterrestri che dimorano in un castello isolato, raccontata fondendo diverse influenze: i film dell'orrore, la fantascienza di “serie B” e il rock. “Canzoni come 'The time warp' sono bellissime, si adattano bene ai personaggi, ma hanno avuto una loro vita fuori dallo spettacolo. L'autore del Rocky Horror Show Richard O'Brien volle esplicitamente citare alcuni generi musicali, come il rock 'n' roll o la canzone americana degli anni '50. E poi la partecipazione di Meat Loaf fece la sua parte…”.
Il RHS è ormai diventato una presenza fissa in Italia, tanto che questa rappresentazione ufficiale arriva per la settima stagione consecutiva. Lo show si appresta a celebrare il suo trentennale e, ci spiega Pecorino, O' Brien ne sta scrivendo una seconda puntata: “Pare che Janet rimarrà in cinta, ma non si sa se del mostro Rocky, di Brad o di Frank”; chissà…
Rockol pubblicherà l'intervista completa a Paul Pecorino la prossima settimana, in contemporanea con il ritorno sulle scene italiane del musical.

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