Anni fa gli East 17 erano una sorta di dinosauri delle boyband e funsero, in un certo senso, da precursori ai Backstreet Boys, Westlife ed a tutta la genia dei piacenti maschi canterini associati. Poi il sogno finì, grazie anche ad alcune improvvide dichiarazioni sulla droga allegramente blaterate proprio da lui, Brian Harvey. Lo stesso Brian, dopo un lungo mutismo discografico, tentò la carta del ritorno. Gli andò male. Ci riprovò varie volte, quasi sempre con risultati disastrosi. Il 21 ottobre dello scorso anno il momento forse più imbarazzante. Al Cavern Records di Walhamstow, Londra, quartiere che fu caro agli East 17, non si presentò neanche un suo ammiratore. Eppure lui aveva promesso che si sarebbe intrattenuto i fan, ed inoltre che avrebbe rilasciato autografi sulle copie del suo nuovo singolo, “Loving you”, una collaborazione con Wyclef Jean. Niente da fare: non si presentarono neanche i suoi parenti stretti. Di oggi la notizia che il cantante ha dichiarato bancarotta. La sua ex moglie, Natasha Goldman, gli ha fatto causa per una questione di assegni non pagati e lui ha riferito al quotidiano “The Mirror” d'essere rimasto completamente al verde. Ai tempi d'oro degli East 17 il cantante guadagnava circa 3 miliardi di vecchie lire all'anno, più o meno 1.550.000 euro.
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