Credits: Lino Vairetti
Il 3 ottobre uscirà "Imaginary day", il nuovo disco del Pat Metheny Group. Oggi a Milano il chitarrista ha presentato il disco. "Sono vent’anni che il Pat Metheny Group è in attività. Lavorando a questo disco ci siamo resi conto che la cosa che riusciamo meglio a fare è accompagnare chi ci ascolta in un viaggio, magari facendo deviazioni e ulteriori escursioni all’interno del viaggio. I nostri dischi più riusciti hanno questa caratteristica: ad esempio "As falls Wichita..." o "Secret stories". Guai comunque a prendere questa sua impressione come una definizione della sua musica. "Non credo che esista un concetto di idioma musicale, è un’idea superflua. Quello che esiste è la creatività: io avverto uno stimolo a tradurre le mie emozioni e la mia vita in musica; è un processo molto impegnativo, e per me molto serio. Le definizioni musicali sono invece molto limitanti, e non hanno nulla a che vedere con quanto accade dentro di me. Parlare di World music, Acid Jazz o New age non ha alcuna rilevanza. Davvero, è frustrante sentir definire la propria musica".
Come sempre, il disco è composto in stretta collaborazione con il tastierista Lyle Mays. "Abbiamo improvvisato molto, unendo frammenti o idee melodiche dell’uno o dell’altro. Penso che ci siamo entrambi resi conto che non troveremo mai nessun altro che funzioni nello stesso modo in cui uno funziona per l’altro".
Quasi in contemporanea, a Milano la sorella e il padre di Jimi Hendrix presentavano i progetti della Experience Hendrix, una società che si propone di ripubblicare ordinatamente il catalogo del grande chitarrista di Seattle. "Chiunque prenda in mano una chitarra deve fare i conti con quello che ha fatto Hendrix. E’ vero comunque che non esiste un unico chitarrista di riferimento, mentre per altri strumenti, ad esempio il sassofono di Charlie Parker e la tromba di Louis Armstrong, non si può non confrontarsi con quello che questi musicisti, queste personalità hanno rappresentato".
Alla domanda se come per Hendrix esiste tantissimo suo materiale inedito, Metheny risponde:
"Sì, ma per contratto chiedo sempre che non venga pubblicato. Del mio incontro musicale con Pino Daniele, ad esempio, esiste solo del materiale televisivo. Forse è un peccato, ma ogni volta che mi capita di riascoltare quanto non ho pubblicato, capisco perchÈ non l’ho pubblicato".
A ottobre prenderà il via il tour di Pat in America; a febbraio il P.M. Group dovrebbe giungere in Europa.
Come sempre, il disco è composto in stretta collaborazione con il tastierista Lyle Mays. "Abbiamo improvvisato molto, unendo frammenti o idee melodiche dell’uno o dell’altro. Penso che ci siamo entrambi resi conto che non troveremo mai nessun altro che funzioni nello stesso modo in cui uno funziona per l’altro".
Quasi in contemporanea, a Milano la sorella e il padre di Jimi Hendrix presentavano i progetti della Experience Hendrix, una società che si propone di ripubblicare ordinatamente il catalogo del grande chitarrista di Seattle. "Chiunque prenda in mano una chitarra deve fare i conti con quello che ha fatto Hendrix. E’ vero comunque che non esiste un unico chitarrista di riferimento, mentre per altri strumenti, ad esempio il sassofono di Charlie Parker e la tromba di Louis Armstrong, non si può non confrontarsi con quello che questi musicisti, queste personalità hanno rappresentato".
Alla domanda se come per Hendrix esiste tantissimo suo materiale inedito, Metheny risponde:
"Sì, ma per contratto chiedo sempre che non venga pubblicato. Del mio incontro musicale con Pino Daniele, ad esempio, esiste solo del materiale televisivo. Forse è un peccato, ma ogni volta che mi capita di riascoltare quanto non ho pubblicato, capisco perchÈ non l’ho pubblicato".
A ottobre prenderà il via il tour di Pat in America; a febbraio il P.M. Group dovrebbe giungere in Europa.
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