Credits: Marina Mazzoli / Concessione in uso a Rockol
“Mi sentivo più vicino ai Gazosa, sedicenni con un’unica voglia, quella di cantare”: così Gino Paoli ha commentato la sua partecipazione allo scorso Festival di Sanremo. Dopo 40 anni di carriera il cantante genovese considera il palco dell’Ariston esattamente alla pari di tutti gli altri sui quali si è esibito. Nel suo ultimo album, “Se”, il cantautore non ha composto solo canzoni d’amore ma anche brani più impegnati, con una precisazione: “Per cominciare non amo la musica impegnata che dice viva e abbasso. E non mi piace chi ti insegna quello che devi fare. Per me, il compito di un artista è porre delle domande alle quali ciascuno può rispondere alla sua maniera”. Ma rimane sempre l’amore il vero protagonista della sua musica: “L’amore non è qualcosa che si risveglia quando incontro la donna o l’uomo della tua vita. Potrebbe andare bene qualunque altro. E’ la tua possibilità di amare che è importante. Gino Strada ha trovato una maniera d’amare che non è una donna. E chi se la sente di dire che la vita di Don Ciotti è senza amore?”. Ma l’amore può essere una forma di condizionamento?: “E’ una maniera bellissima di perdere la libertà”. (Fonte: Il Corriere della Sera)
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