“Abbasso il copyright, viva il copyleft!”: è questo il nuovo grido degli anticapitalisti che lottano contro la proprietà privata dei prodotti industriali ed intellettuali. Il gioco di parole tra “right” e “left” non allude solamente alla destra e alla sinistra politica, ma contrappone il diritto d’autore remunerato alla libertà di copiare. L’invito a clonare si estende a vari prodotti del mercato: bibite, software, farmaci generici, enciclopedie e naturalmente musica. Ed è proprio quest’ultima ad aver sollevato un grande polverone con la questione di Napster, il sito Internet ampiamente contestato dalle case discografiche che ha dato ai giovani di tutto il mondo la possibilità di scaricare gratuitamente, senza quindi pagare nulla per i diritti d’autore, tutta la musica in circolazione. Condannato un anno fa dal Tribunale di San Francisco, Napster ha però aperto la strada a numerosi siti con le medesime caratteristiche che spesso sfuggono al controllo della discografia. Inoltre, a San Francisco è nata l’Electronic Frontier Foundation, associazione che difende le libertà civili nell’era digitale. L’E.F.F. ha promosso un modello di copyleft chiamato Open Audio License, aperto a tutti quei musicisti che vogliono proporre la loro musica gratis su Internet. (Fonte: La Repubblica)
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