Sanremo:
Ciampi o Padre Pio?

Quando, ieri (lunedì) nel tardo pomeriggio, le agenzie di stampa hanno battuto la “notizia” che Caterina Caselli Sugar aveva “invitato” il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi a venire a Sanremo per assistere alla finale del Festival (“sarebbe un segnale forte... che restituirebbe agli artisti e all'industria italiani una dignità che il mondo politico e istituzionale sembra avere ormai cancellato”), ho volutamente deciso di non riprenderla. In parte perché quest'anno Rockol ha deciso di occuparsi principalmente di musica, trascurando per quanto possibile tutti gli altri aspetti del carrozzone sanremese; un po' perché l'iniziativa mi era parsa assolutamente inopportuna, e mi auguravo che anche i colleghi non l'avrebbero amplificata.
E invece, stamattina i quotidiani tutti - tutti quelli che ho sfogliato finora - danno spazio alla sortita della signora Sugar; alcuni persino titolando su questa, molti corredandola di altre esternazioni a corollario - tutte entusiaste - di Agostino Saccà direttore di Rai Uno, di Pippo Baudo, di Gino Paoli.
Sicché, non posso più fingere, per quel po' di carità di patria che ancora mi alberga nel cuore, di non essere al corrente della faccenda; e mi sento indotto a scrivere quel che ne penso. Ne penso malissimo, l'avrete capito. Intanto detesto qualsiasi forma di promozione “triangolare”, quella che coinvolge fatti e personaggi al di fuori dal contesto per attirare l'attenzione: e tirare in ballo Ciampi a proposito di canzonette ne è un perfetto esempio (il sillogismo è “se parlo di Ciampi parlano di me”: funziona, certo, perché la stampa si presta o abbocca, ma è vergognoso che funzioni). In secondo luogo, mi irrita fortemente - lo sapete già, perché ho già avuto occasione di scriverlo - l'atteggiamento vittimista di questa discografia che invoca assistenzialismi per rimediare alle magagne delle proprie incapacità imprenditoriali e creative (facessero dischi migliori, anziché cercare di vendere di più i brutti dischi che producono). In terzo luogo, e chiudo, non vedo con che faccia si possa chiedere al Presidente della Repubblica di venire a legittimare con la propria presenza - e suppongo anche quella della signora Franca - una manifestazione che è il perfetto esempio della TV “deficiente” che proprio la first lady ha duramente stigmatizzato qualche settimana fa. Manca solo che si proponga a Ciampi di percorrere la passerella davanti all'Ariston, quella intorno alla quale ieri le poche persone in attesa di assistere all'epifania dei cantanti hanno intonato in coro “buffoni, buffoni”.
Un consiglio alla discografia (la discografia che pensa di rilanciare le proprie sorti con le Lollipop e con i Gazosa): anziché invocare Carlo Azeglio Ciampi, provi a pensare a quello che ha fatto a Piero Ciampi, e se proprio deve affidarsi a qualcuno si butti su Padre Pio. Per salvare questa discografia italiana ci vuole un miracolo.
(Franco Zanetti)
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