Tre donne ai primi tre posti: un trionfo per "l’altra metà del cielo" musicale, temperato soltanto del fatto che fra gli autori delle canzoni vincitrici c’è soltanto una donna, Antonella Ruggiero, coautrice della sua "Amore lontanissimo" insieme al compagno Roberto Colombo.
La vittoria di Annalisa Minetti, checché ne possano pensare le anime belle, si deve in parti uguali alla canzone, all’interpretazione e al fatto che la Minetti ha capitalizzato un particolare effetto di simpatia suscitato presso le giurie dalla sua situazione di ipovedente. Del resto, non è la prima volta che questo "effetto handicap" si rivela vincente: basta ricordare i casi anche recenti di Aleandro Baldi e di Andrea Bocelli.
La Minetti, che fra i ringraziamenti ha citato Enzo Mirigliani (patron di Miss Italia, il concorso di bellezza che ha rilanciato la Minetti - ricordiamo che quando Annalisa partecipò a Sanremo come cantante dei Perro Negro non fu nemmeno ammessa alla finale) e Laura Pausini come "ispiratrice della canzone" (c’è nel testo una frase che dice "Laura sta cantando"), aveva i favori dei pronostici da qualche giorno, e quando si era sparsa la notizia dell’indisposizione vocale che ha gravemente penalizzato l’esecuzione di "Amore lontanissimo" da parte della Ruggiero si è capito che la vincitrice sarebbe stata proprio la giovane interprete lombarda.
Personalmente, riteniamo che giustizia avrebbe voluto Antonella Ruggiero al primo posto: sarebbe stato il meritato riconoscimento a un’operazione di rientro alle scene intelligentemente condotta e culminata nell’eccellente album "Registrazioni moderne", nel quale la Ruggiero riproponeva i suoi successi con i Matia Bazar.
La terza donna, Lisa, è stata premiata, a nostro parere, soprattutto dall’efficacia di una canzone dalla melodia ampia e coinvolgente, un po’ alla Celine Dion. I meriti dell’interprete sono tutti ancora da dimostrare: non le mancheranno le opportunità.
Da Sanremo, comunque, arriva un’anticipazione di celebrazioni per la Festa della Donna che si celebrerà l’8 marzo prossimo. Vedremo se domani i risultati della giuria del Fantafestival confermeranno o smentiranno quelli della giuria "ufficiale"
La vittoria di Annalisa Minetti, checché ne possano pensare le anime belle, si deve in parti uguali alla canzone, all’interpretazione e al fatto che la Minetti ha capitalizzato un particolare effetto di simpatia suscitato presso le giurie dalla sua situazione di ipovedente. Del resto, non è la prima volta che questo "effetto handicap" si rivela vincente: basta ricordare i casi anche recenti di Aleandro Baldi e di Andrea Bocelli.
La Minetti, che fra i ringraziamenti ha citato Enzo Mirigliani (patron di Miss Italia, il concorso di bellezza che ha rilanciato la Minetti - ricordiamo che quando Annalisa partecipò a Sanremo come cantante dei Perro Negro non fu nemmeno ammessa alla finale) e Laura Pausini come "ispiratrice della canzone" (c’è nel testo una frase che dice "Laura sta cantando"), aveva i favori dei pronostici da qualche giorno, e quando si era sparsa la notizia dell’indisposizione vocale che ha gravemente penalizzato l’esecuzione di "Amore lontanissimo" da parte della Ruggiero si è capito che la vincitrice sarebbe stata proprio la giovane interprete lombarda.
Personalmente, riteniamo che giustizia avrebbe voluto Antonella Ruggiero al primo posto: sarebbe stato il meritato riconoscimento a un’operazione di rientro alle scene intelligentemente condotta e culminata nell’eccellente album "Registrazioni moderne", nel quale la Ruggiero riproponeva i suoi successi con i Matia Bazar.
La terza donna, Lisa, è stata premiata, a nostro parere, soprattutto dall’efficacia di una canzone dalla melodia ampia e coinvolgente, un po’ alla Celine Dion. I meriti dell’interprete sono tutti ancora da dimostrare: non le mancheranno le opportunità.
Da Sanremo, comunque, arriva un’anticipazione di celebrazioni per la Festa della Donna che si celebrerà l’8 marzo prossimo. Vedremo se domani i risultati della giuria del Fantafestival confermeranno o smentiranno quelli della giuria "ufficiale"