La commissione per la libertà vigilata di New York ha negato per la settima volta all'assassino di John Lennon i benefici di legge: l'oggi cinquantasettenne Mark Chapman ha sostenuto ieri il colloquio con i funzionari del New York Department of Corrections, che hanno preferito non accordargli la libertà sulla parola.
In occasione dell'ultima udienza, tenutasi due anni fa, i responsabili del programma di reinserimento dei detenuti ravvisarono nell'uomo atteggiamenti "incompatibili, inappropriati, e pericolosi per la società che avrebbe dovuto accoglierlo".
Dopo i primi vent'anni di reclusione, Chapman ha facoltà di domandare alla Commissione preposta la libertà condizionata ogni due anni: trasferito quest'anno dall'Attica Correctional Facility al Wende Correctional Facility, l'uomo che pose fine alla vita di Lennon l'8 dicembre del 1980 davanti al Dakota Building, nell'Upper West Side newyorchese, è ancora oggi detenuto in una cella singola, dalla quale può uscire solo tre ore al giorno.