A Michael Eavis, lo storico patron del festival di Glastonbury, la più grande kermesse musicale dell'estate europea, da sempre piace giocare con gli annunci. Quest'anno, prima ha acquistato decine di pagine sui quotidiani e mensili britannici per invitare tutti a comprare il proprio biglietto, subito e senza fare storie, poi ha affermato che al vecchio e caro "Glasto" ci sarebbero stati i Pink Floyd. Non che ai più giovani spettatori dei Floyd possa importare molto: tanto tutto ciò che passa da headliner trapassa le barriere del tempo e diventa magicamente cool, al festivalone. Però i meno giovani hanno drizzato le orecchie. Adesso Eavis ha fatto una mezza marcia indietro, specificando, s'intende sempre a mezze parole, che in realtà non vi sarà la line-up floydiana al completo, bensì sul palco saliranno i soli Roger Waters e Nick Mason. Insomma, meglio che niente, ma non proprio il full monty. Rimane intanto confermato il secondo nome di cartellone: Rod Stewart, anch'egli non esattamente un novellino. Tra gli altri nomi di contorno, tutti quasi sicuri: Pulp, Stereophonics, Coldplay, Strokes, Blur e Gorillaz. Il festival si svolgerà a Pilton, nel Somerset britannico, dal 28 al 30 giugno.
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