Il giovane cantante Conor Maynard, inizialmente definito "il Justin Bieber inglese", conquista il primo posto della classifica britannica con il suo album d'esordio "Contrast". Aveva dunque visto giusto chi aveva subito intuito le buone potenzialità del ragazzo, i cui primi due singoli, "Can't say no" e "Vegas girl", sono entrambi entrati nella Top 5 del Regno Unito. Conor, che ha visto accorrere ad un suo piccolo show al Dingwalls di Londra una Lily Allen scatenata, regola "Ill manors" di Plan B che deve ripiegare sulla seconda piazza. "Our version of events" di Emeli Sandé, uscito 25 settimane fa, ritrova mordente e passa dal numero 8 al 3; "Overexposed" dei Maroon 5 scende dal 3 al 4 mentre il quinto gradino vede un forte esordio. Si tratta di "From the roots up" di Delilah, 21enne cantautrice britannica, vero nome Paloma Stoecker, nata a Parigi. La seconda metà della Top 10 si apre con il maggior beneficiato dalla cerimonia di apertura dele Olimpiadi: Mike Oldfield, la cui compilation "Two sides-The very best of" entra in sesta posizione. Intanto il suo classicissimo "Tubular bells" rientra al numero 66. Da notare che "Tubular bells" è del 1973. "Talk that talk" di Rihanna è settimo, entra all'8 "God forgives-I don't" di Rick Ross, al 9 c'è "+" di Ed Sheeran, chiude, all'ottantesima settimana in chart, "21" di Adele. Il resto della classifica degli album è in pieno clima balneare: nessuna new entry fino al numero 57, dove si affaccia timidamente "Dark roots of Earth" dei Testament. Per quanto riguarda i singoli, "Heatwave" del rapper britannico Wiley conquista il trono. Proveniente dalla zona londinese del Bow, Wiley ha radici caraibiche e viene chiamato il "padrino del grime".