Strano. Iggy Pop, da sempre anarcoide e per il "vivere e lasciar vivere", ha contestato una band a lui - almeno apparentemente - non troppo lontana come ispirazione. L'Iguana ha infatti avuto parole piuttosto pesanti per un mito della galassia punk-rock: i Clash. Sentito dal "New York Times", il cantante, parlando del punk ha detto: "Al punk reagii meglio che al movimento hippie. Ma, mentre si andava sviluppando, non riuscivo a sopportare i punk 'sinceri'. Non gli ho mai creduto e ancora oggi non gli credo. Come i Clash, che dicevano che volevano rendere il mondo 'politically correct' per tutti, però intanto dovevi continuare a comprare i loro dischi". Iggy ha anche riferito al quotidiano statunitense d'essere rimasto "un po' danneggiato" dagli anni in cui si drogava e conduceva una vita spericolata, anche se ora si descrive come "un maschio 65enne più che moderatamente in salute e che l'ha fatta franca". E lo stagediving meglio lasciarlo nel ripostiglio: come forse si ricorderà, alla Carnegie Hall di New York il cantante si lanciò dal palco ma nessuno lo prese al volo. "Quando sono atterrato ho sentito un male cane, quindi mi sono detto che la Carnegie sarebbe stata un buon posto per la mia ultima stagedive", ha detto."Quest'anno ho fatto due concerti e non mi sono lanciato dal palco. I palchi li stanno facendo sempre più alti, e io sto diventando sempre più vecchio".
Nello scorso marzo, in occasione del Record Store Day, Pop aveva voluto ricordare da dove provenisse e aveva detto: "Il mio nome, la mia educazione musicale e la mia personalità le devo al fatto di aver lavorato in un piccolo negozio di dischi, quando ero molto giovane. I piccoli negozi di musica indipendente sono sempre stati un interessante ibrido tra laboratorio e teatro: negli anni Cinquanta e Sessanta i ragazzi, una volta usciti dalla scuola, erano soliti ritrovarsi in posti del genere per ascoltare gratis gli ultimi singoli per scoprire se gli piacessero o meno".