I Placebo, attesi prossimamente all'Ippodromo delle Capannelle per il "Rock in Roma", sono stati denunciati. Il reato per il quale la band britannica - eventualmente, se non si trova una soluzione extragiudiziale - andrà in tribunale si riferisce alla copertina dell'omonmo album di debutto del 1996. Sulla cover, come forse si ricorderà, appariva un ragazzino. Si trattava di David Fox, il quale ora afferma che l'essere stato ritratto gli ha "rovinato la vita" perché dopo l'uscita del disco fu oggetto di atti di bullismo. Atti in conseguenza ai quali fu costretto - a suo dire - a lasciare la scuola senza aver ottenuto alcun diploma; oggi ventisettenne, Fox è disoccupato. "Il mio fratello maggiore Duane era appena morto per distrofia muscolare, e mio cugino Saul Fletcher venne al funerale. Non lo conoscevo molto, perché abitava a Londra e io ero molto più piccolo di lui", ha detto. "Era un fotografo professionista e aveva con lui tutta l'attrezzatura. Mi fece uscire e mi disse di fare un sacco di facce. Tutti pensammo che le foto fossero per suo uso personale. Ma dopo l'uscita dell'album, quella foto mi rovinò la vita. A scuola avevo un sacco di amici, ma dopo l'uscita dell'album iniziarono a prendermi di mira. Forse per gelosia. O forse perché il ragazzo in copertina avevauna faccia strana e non volevano più uscire con quello lì perché aveva un aspetto strano. Probabilmente non sarebbe suuccesso niente se fossi stato in una grande città, ma ero in un paesino piccolo". Dopo aver cambiato quattro scuole, David si arrangia come può perché, dice, trova solamente dei lavoretti visto che non è stato in grado di finire la scuola. Tutto a causa, sempre a suo dire, di quella maledetta copertina. Trovato un avvocato, ha denunciato Placebo e fotografo anche perché la sua immagine è su poster e magliette e nessuno gli ha mai chiesto niente.
Sul finire di Rock in Roma, saliranno sul palco del festival il 28 luglio i Litfiba, il 29 luglio i Sonata Arctica e chiuderanno i concerti i Placebo il 2 agosto.