Laurie Anderson, la vita corre sul filo (9 luglio 2001)
Laurie Anderson ha fatto tappa a Milano oggi, 9 luglio, per presentare alla stampa "Life on a string", il suo nuovo album in uscita alla fine di agosto.
Il disco, che esce a sei anni di distanza dal precedente "Bright red", vede diverse collaborazioni eccellenti, a partire dal produttore Hal Willner ("Conosce moltissimi musicisti diversi, i contatti con quanti hanno suonato sul disco sono dovuti soprattutto a lui", ha spiegato la Anderson a Rockol), Lou Reed (che suona la chitarra in "One beautiful evening"), Dr. John, Bill Frisell e Van Dyke Parks. Quest'ultimo è responsabile dell'orchestrazione di "Dark angel", uno dei brani più sorprendenti dell'album. "All'inizio l'arrangiamento mi sembrava davvero troppo strano, non ero molto sicura di cosa potesse uscirne. Ma poi mi ci sono affezionata, è una canzone che mi piace molto", ha raccontato l'artista.
"Life on a string" nasce quasi come reazione allo spettacolo "Songs and stories of Moby Dick", un rilettura del romanzo di Herman Melville che la Anderson ha presentato nel '99. "Dopo essermi immersa per molto tempo nelle vicende e nei personaggi del romanzo, non ne potevo più, dovevo concentrarmi su altro", ha spiegato la Anderson.
Comunque, nel disco sono confluite idee nate durante il lavoro di preparazione per lo spettacolo, oltre a osservazioni personali: "Slip away" è dedicata al padre, mentre New York, la città in cui vive l'artista, ha fornito l'ispirazione per "Statue of liberty"; quest'ultima è una canzone nata dopo che la Anderson aveva scritto un'introduzione alla città per l'Enciclopedia Britannica. "Il fatto di dover scrivere quel testo mi ha spinta a girare per New York e osservarla in modo diverso rispetto a quanto fossi abituata, a considerare come la libertà sia importante per New York e da lì è nata l'idea per la canzone".
Distesa e rilassata, l'artista non ha risparmiato qualche osservazione pungente sul presidente degli Stati Uniti ("Da quando è stato eletto, non leggo nemmeno le notizie; so già che sono cattive") e sul suo primo successo, "O superman": "Quando ha cominciato a vendere, mi sono preoccupata. Pensavo: se piace così tanto, allora non è granché".
La Anderson ha annunciato un tour in partenza il prossimo ottobre, con una scenografia minima: qualche luce e una piccola band.
Il resconto completo della chiaccherata di Rockol con Laurie Anderson verrà pubblicata in contemporanea con l’uscita di "Life on a string"
Laurie Anderson ha fatto tappa a Milano oggi, 9 luglio, per presentare alla stampa "Life on a string", il suo nuovo album in uscita alla fine di agosto.
Il disco, che esce a sei anni di distanza dal precedente "Bright red", vede diverse collaborazioni eccellenti, a partire dal produttore Hal Willner ("Conosce moltissimi musicisti diversi, i contatti con quanti hanno suonato sul disco sono dovuti soprattutto a lui", ha spiegato la Anderson a Rockol), Lou Reed (che suona la chitarra in "One beautiful evening"), Dr. John, Bill Frisell e Van Dyke Parks. Quest'ultimo è responsabile dell'orchestrazione di "Dark angel", uno dei brani più sorprendenti dell'album. "All'inizio l'arrangiamento mi sembrava davvero troppo strano, non ero molto sicura di cosa potesse uscirne. Ma poi mi ci sono affezionata, è una canzone che mi piace molto", ha raccontato l'artista.
"Life on a string" nasce quasi come reazione allo spettacolo "Songs and stories of Moby Dick", un rilettura del romanzo di Herman Melville che la Anderson ha presentato nel '99. "Dopo essermi immersa per molto tempo nelle vicende e nei personaggi del romanzo, non ne potevo più, dovevo concentrarmi su altro", ha spiegato la Anderson.
Comunque, nel disco sono confluite idee nate durante il lavoro di preparazione per lo spettacolo, oltre a osservazioni personali: "Slip away" è dedicata al padre, mentre New York, la città in cui vive l'artista, ha fornito l'ispirazione per "Statue of liberty"; quest'ultima è una canzone nata dopo che la Anderson aveva scritto un'introduzione alla città per l'Enciclopedia Britannica. "Il fatto di dover scrivere quel testo mi ha spinta a girare per New York e osservarla in modo diverso rispetto a quanto fossi abituata, a considerare come la libertà sia importante per New York e da lì è nata l'idea per la canzone".
Distesa e rilassata, l'artista non ha risparmiato qualche osservazione pungente sul presidente degli Stati Uniti ("Da quando è stato eletto, non leggo nemmeno le notizie; so già che sono cattive") e sul suo primo successo, "O superman": "Quando ha cominciato a vendere, mi sono preoccupata. Pensavo: se piace così tanto, allora non è granché".
La Anderson ha annunciato un tour in partenza il prossimo ottobre, con una scenografia minima: qualche luce e una piccola band.
Il resconto completo della chiaccherata di Rockol con Laurie Anderson verrà pubblicata in contemporanea con l’uscita di "Life on a string"
Schede:
La fotografia dell'articolo è pubblicata non integralmente. Link all'immagine originale