Giunge, pare, finalmente a conclusione la lunga querelle sorta attorno alla casa di Ringo Starr a Liverpool. Della vicenda si parla dal 2005, quando l'amministrazione comunale della città sul Mersey decise inizialmente di demolire, perché di "scarsa importanza storica", la ex magione del batterista dei Beatles. Petizioni, levata di scudi. L'abitazione in vago stile vittoriano che fu di Ringo (Madryn Street 9, nella zona di Toxteth) rientrava in uno schema governativo di ristrutturazione generale dell'area. In altre parole: i bulldozer spianano tutto ciò che c'è di storico, poi sopra si fa una bella colata di cemento. Tutto il mondo è paese, insomma. Starr ovviamente si era opposto al progetto, chiedendo ristrutturazioni e non distruzioni. Il consiglio comunale di Liverpool, probabilmente anche recependo la protesta di uno dei suoi figli più illustri, aveva successivamente deciso di consultare gli abitanti delle 470 case della zona di Welsh Streets. Avanti e indietro, prima si fa e poi non si fa, una gran confusione. Poi English Heritage, l'ente nazionale britannico che protegge i luoghi d'interesse storico, a fine 2010 attraverso una sua rappresentante riferì che che "dopo aver esaminato l'intera documentazione ed aver attentamente considerato l'interesse architettonico e storico di questo caso, i criteri per la sua inclusione nella lista degli edifici da proteggere non sono sufficienti". Mentre ormai le ruspe riscaldano i motori, scende in campo il ministro Grant Schapps che ordina alle autorità competenti di esaminare l'"Environmental Impact Assessment" prima di eventualmente procedere. In pratica la decisione significa che i bulldozer dovranno rimanere fermi per almeno un anno. Questo ad aprile 2011. Siamo nel giugno 2012, è trascorso un anno e sembra che si sia alla svolta definitiva. Pare che Ringo, il quale nacque in Madryn Street il 7 luglio 1940 e vi rimase fino ai cinque anni d'età, mentre sua zia materna abitava invece al civico 21 di Madryn Street, possa esultare: l'abitazione, riporta la BBC, è una delle 16 che saranno risparmiate. Per le altre 400 c'è il tabula rasa. Il ministro, nell'entusiasmo, si è scomposto e ha