Rockol non riprende argomenti che abbiamo "coperto" il giorno precedente. Ma per George Harrison non si può non fare un'eccezione. Dopotutto era uno dei Quattro. Anzi, uno dei tre rimasti del più grande gruppo pop del mondo. Ampio è lo spazio che i quotidiani di oggi, sabato 1° dicembre, dedicano alla scomparsa di George. C'è chi preferisce puntare sull'aspra poesia, titolando "Harrison è morto guardando l'oceano" (e dando particolari crudi, del tipo "gli era rimasta soltanto la pelle intorno ai grandi occhi…le sue ceneri in un'urna"), e chi "si è spenta per sempre la chitarra dei Beatles". Ricordi, opinioni e buone parole vengono giù a valanga: tutti tristi, addolorati, dispiaciuti. Da Bush a Jospin, da Blair a Maroni, da Veltroni ad Arbore, passando per la regina Elisabetta a Pete Best, il primo batterista dei Beatles. Senza naturalmente dimenticare i due rimasti, Paul e Ringo. Giornali e musicisti, politici e regnanti, per una volta tutti assieme, speriamo senza le solite ipocrisie, a dire "ciao" ad un pezzo di Storia partita da Liverpool e volata via nel cielo di Los Angeles.
(Fonte: Corriere della Sera, la Stampa, la Repubblica, Il Giorno)
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