Vasco Rossi, è rottura con Maurizio Solieri

Vasco Rossi, è rottura con Maurizio Solieri

Per mezzo di un post pubblicato sulla sua pagina personale di Facebook, Vasco Rossi ha licenziato - in modo piuttosto brusco - il suo storico chitarrista Maurizio Solieri. A provocare la rottura, almeno da quello che si evince dallo scritto del rocker di Zocca, sarebbe un'intervista rilasciata dal musicista al Corriere della Sera lo scorso 8 giugno, dove lo stesso Solieri asseriva come i rapporti tra lui e il cantante fossero solamente professionali, dubitando inoltre delle effettive condizioni di salute del Komandante.

Nella lettera aperta al proprio (ex) collaboratore, Vasco risponde punto su punto, rilanciando la polemica anche sul piano professionale: "Caro Solieri, ci conosciamo dal '77", esordisce il cantante, "(...) Ti sentii suonare la chitarra una sera al bar e rimasi stupefatto. Suonavi esattamente come oggi. Ed è questo il punto caro Solieri. Da quando abbiamo cominciato nel 78  non sei cambiato di una virgola. Non sei cresciuto… non ti sei evoluto… non ti sei mai perfezionato e sei rimasto nel tuo mondo di assoli molto spettacolari ma poco precisi… e negli anni Novanta sono arrivati quelli che non sbagliavano una nota…q uelli come Stef (Burns, ndr). Dovevi essere tu Stef secondo me. Ma tu non lo ammettevi neanche. Ricordi le litigate per gli assoli da dividere e che la dura e spietata legge del rock non ammette ed è molto chiara. Chi suona meglio sta sul palco chi non tiene il passo e rimane indietro va a casa... e non sono io che lo decido. E’ la storia! Benvenuto nello spietato e violento mondo del rock".

"Poi sei sempre stato un fuoriclasse ma non sei diventato un professionista", continua Rossi: "Tu suoni solo come vuoi o puoi tu. Infatti non hai mai suonato con nessuno altro. Solo con me. E a un certo punto dopo aver scherzato giocato fatto cazzate di tutti i tipi o diventi un professionista o vai a casa. E io sono diventato un professionista. E ho imparato studiato cercando di migliorare".

"Dici che ultimamente sembra sia incazzato con il mondo? Forse non sto bene?", si riferisce Vasco all'intervista incriminata: "Ma vai a farti fottere anche te insieme a tutti gli altri. Io incazzato lo sono stato sempre! Col mondo, con me e anche con te! E non sono mai stato bene. Io sto male! Mi meraviglio che non tu l’abbia mai capito. Ma tu ascoltavi solo la tua chitarra e anche oggi in ogni intervista dimentichi che hai potuto esprimere il tuo talento solo grazie a me. Altrimenti dimmi con che gruppo avresti suonato? È ora che vi ricordiate ragazzi che io ho cominciato a scrivere le canzoni. Io ho cominciato ad andare davanti alla gente con la mia faccia e il mio nome. Io ho cominciato a cantarle e voi  eravate degli orchestrali e le vostre prime timide musiche che io vi ho consigliato di fare sulle quali io ho scritto le parole le ho fatte diventare vere, le ho interpretate e le ho cantate le avete cominciate a scrivere molti anni dopo e comunque ho sempre fatto tutto io. Perché volevo che la musica di Vasco Rossi fosse varia. Eravate tutti sostituibili anche se per me eravate i migliori. L’unico insostituibile ero io. Questa è la realtà caro Solieri. Potevo prendere anche Ricky Portera, ti ricordi? Era lui il chitarrista rock per eccellenza a quei tempi. Ti dirò di più: da dieci anni, da quando è morto Massimo, io e Guido ogni volta che dobbiamo organizzare un tour e scegliere i musicisti ci dicevamo: 'Ma Solieri? Lo lasciamo a casa? A noi serve un chitarrista ritmico, non un altro solista rimasto negli anni Ottanta'. Poi alla fine per affetto, per la storia e per i fans decidevamo ogni anno di prenderti.

Questa è la verità caro Solieri. Io ti voglio molto bene. Però te l’ho detto. Se quando fai un’intervista sulla musica di Vasco Rossi, sul suo mondo che poi è  il tuo, riesci a non nominarmi mai, non cominci col dire che ringrazi il giorno che mi hai incontrato io che sono molto stanco della tua arroganza e della tua io ti restituisco tutto con questo mio documento che firmo e che pubblico.

Dici che lavori ancora per me ma i nostri rapporti sono solo professionali?

Ma è sempre stato così. Perché lo dici oggi come fosse strano?

Non ci siamo mai frequentati al di fuori del palco. Mai sentiti per mesi, forse incontrati in qualche locale ubriachi, ma mai visti per anni. Solo durante i concerti, sul palco, diventiamo fratelli compagni complici più che amici un gruppo rock che suona e fa della musica.

Abbi cura di te

Vasco".

Dall'archivio di Rockol - Le prove del tour negli stadi a Rockisland: la videointervista
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