Pochi giorni fa Mark Ronson, apprezzato solista e anche produttore di fiducia di Amy Winehouse, per la quale firmò alcuni dei brani di "Back to black", aveva riferito al "Village Voice" di una "competizione" tra Amy e Adele. Pochi mesi prima della sua morte, Amy incontrò Ronson per discutere della realizzazione di un nuovo album: "Sì, passammo un po' di tempo insieme, e iniziammo a progettarlo", aveva rivelato il produttore. "Nel poco tempo che ci frequentammo, però, mi sembrò molto tesa. Era in un brutto stato, Dio solo sa perché. Credo che questa faccenda di Adele l'avesse provata. Ad Amy Adele piaceva, ma il suo successo l'aveva resa arrabbiata, competitiva e iperattiva. In ogni caso, poco tempo dopo ci perdemmo di vista. E prima che riuscissimo ad iniziare i lavori al nuovo disco seriamente, fu troppo tardi". L'intervista era vera, si scopre adesso, ma il senso delle parole di Mark è stato ampiamente travisato. "Ho letto l'intervista per la prima volta solo ora, e ci sono un sacco di citazioni errate", ha detto Ronson. "Si vede che il giornalista ha scritto quello che gli pareva, perché ci sono parole ed espressioni che non uso mai e poi mai nella vita. A un certo punto ha insistito così tanto su Amy che ho detto che lei non vedeva l'ora di tornare in studio perché il recente successo di altri l'aveva stimolata, ma tutto qui, tutto il resto è un affronto per me, per Adele e per chiunque legga quella merdaccia di articolo. Ho imparato la lezione, non risponderò più a domande su Amy".
Il mese scorso Mitch Winehouse, padre della sfortunata cantante, ha riferito che la Amy Winehouse Foundation, ente benefico da lui fondato, ha già raccolto 600.000 sterline, circa 740.000 euro.