“Un festival che abbia rispetto per il suo passato, ma che dal passato non si lasci ingabbiare”. Queste sono le prime indicazioni di Massimo Cotto, al quale è stata affidata la direzione artistica del festival di Castrocaro per i prossimi cinque anni. “Tradotto in altri termini, significa che saremo felici di accogliere chi si muove nel solco della tradizione melodica, ma al tempo stesso ci auguriamo di incontrare personaggi originali e nuovi, che possano far respirare la musica italiana. Una bella voce non basta, non è mai bastata. L’arte è comunicazione, non sfoggio di tecnica. Ai ragazzi dico: non abbiate paura di essere diversi. Se volete la prima fila dovete uscire dal coro. Per questo invito a iscriversi anche chi non ha mai considerato il festival di Castrocaro. Stiamo cambiando pelle”.
Le iscrizioni sono aperte fino al 15 maggio. Le lezioni all’Accademia di Castrocaro si terranno dal 28 maggio al 4 giugno. La commissione, presieduta dallo stesso Cotto e composta da Franco Zanetti e Luca Valsiglio, sceglierà cento ragazzi che saranno poi distribuiti nelle dieci semifinali in giro per l’Italia. “L’audizione conta, ma conta di più il palco, il contatto con la gente. È lì che capisci se c’è anche stoffa o solo cartone. Ogni data decreterà un vincitore, che parteciperà di diritto, insieme al vincitore del Castrocaro Festival Friends 2011, alla finalissima del 13 luglio, in diretta su Raiuno”.
La speranza è quella di scoprire altri personaggi come Arisa, Noemi e Simona Molinari, emersi nei due anni in cui Cotto ha diretto Sanremolab e presieduto la commissione che sceglieva i giovani per il festival. “Intanto ritorno a lavorare, come a Sanremolab, con Franco Zanetti. Se ho scoperto dei talenti, il merito è più suo che mio”. Forse questo è meglio non scriverlo, visto che Zanetti è il direttore di Rockol. “Gli altri siti non censurano gli insulti e voi censurate i complimenti?”.
Perché nessuno è mai riuscito a rilanciare Castrocaro? “Perché è un’anomalia televisiva. Una volta all’anno, in prima serata, vengono sbattuti undici ragazzi sconosciuti al grande pubblico che si cimentano con altrettante cover. Con tutto il rispetto, non è solo dalle cover che si capisce se hai talento, ma pare che questo sia l’unico modo per non penalizzare gli ascolti. E da quando al vincitore di Castrocaro non è più garantito l’accesso a Sanremo, il festival è ovviamente diventato meno appetibile. Il rilancio avverrà se lavoreremo non sulla finale, ma su quello che si può fare prima e dopo per aiutare la conoscenza dei finalisti da parte del grande pubblico. Il capostruttura di Raiuno Antonio Azzalini, che ha sempre creduto nella manifestazione, quest’anno ha messo in palinsesto tre tappe di avvicinamento. Grazie a Gianmaurizio Foderaro, una persona seria che ne capisce di musica, quindi una mosca bianca nel nostro ambiente, avremo una straordinaria visibilità anche su Radiouno. Non solo spot e interviste, ma speciali sui singoli vincitori di tappa, un programma ad hoc dove gli ascoltatori voteranno il loro brano preferito, una pagina web personalizzata, interventi dalle semifinali e diretta della finale. Grazie a Claudio Trotta, se scopriremo dei talenti li faremo suonare in giro per l’Italia, troveremo loro contratti e possibilità. E l’anno prossimo, con più tempo per organizzarla, avremo anche un’Accademia come si deve. Lunga, bella, formativa. Perché per riconoscere un talento devi avere la possibilità di conoscerlo bene. Pretendere di capire se uno è bravo dopo averlo ascoltato una sola volta è come giudicare un calciatore da un rigore: Baggio l’ha sbagliato e rimane Baggio, io magari segno ma resto un bidone”.
Differenze tra Sanremolab e Castrocaro? “A Sanremo ogni giorno dovevamo lottare contro qualcuno o qualcosa, anche all’interno. Qui remiamo tutti nella stessa direzione. Vittorio Costa ha messo su uno staff invidiabile, coeso, che ti segue a ogni passo, con il quale si lavora e si ride. Certo, ci vuole fortuna. Servono materiale artistico e umano. Perché, se non hai la testa, non vai da nessuna parte anche se sai cantare. Castrocaro è un trampolino, ma se non sai nuotare vai a fondo. E lo sa bene Mara Maionchi, che sarà la nostra presidente di giuria: una garanzia di serietà e successo”.
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