Emmi: 'Ma chi cavolo sono i Roxy Music?'

Emmi è proprio come non te l’aspetteresti: diversa dalla ragazza fotografata in bianco e nero sulla copertina del disco d’esordio, “Solitary motions”, pubblicato lo scorso maggio e già un successo nel suo paese d’origine, la Finlandia.

Appena ventunenne, Emmi non ha lo sguardo torvo, né atteggiamenti bruschi o aggressivi; al contrario è silenziosa, timida e distaccata, nella sua maglietta giapponese e nei suoi larghi calzoni bicolore di velluto. E’ come se si fosse trascinata dietro, nel grande e anonimo albergo milanese dove Rockol l’ha raggiunta per intervistarla, la freddezza del nord dell’Europa. Eppure Emmi non nasconde qualche breve sorriso quando racconta, con voce sottile ed esile, dell’esordio e delle prime composizioni: “Io arrivo dal nulla, e lavorare su un disco intero per me è stato molto importante; mi ha insegnato tante cose, perché non avevo mai visto uno studio di registrazione vero e proprio. Quando ho iniziato a comporre musica ero solo io con la mia chitarra, anche se sono davvero una schiappa e so strimpellare soltanto qualche accordo! Arrivo da un piccolo paese della Finlandia dove non c’è assolutamente nulla. E’ grazie a mio padre che ho cominciato ad interessarmi della musica. Lui è un musicista, suona l’accordion in un gruppo locale. Le prime canzoni le ho scritte insieme a lui, ed è sempre lui che mi ha aiutata a mandare in giro il mio primo demo”.

Emmi ogni tanto si lascia andare a dichiarazioni imprevedibili, come quando descrive il suo passato di adolescente come un qualcosa di molto lontano, e ormai dimenticato: “Quando ero molto piccola, quando ero una teenager”, racconta alzando gli occhi velati di trucco verso il soffitto, “il mio gruppo preferito erano i Nirvana. A me interessa più il rock che il pop, anche se attualmente il brano che amo di più nel mio disco è ‘Solitary motions’, che preferisco a ‘Breakable’. Ma il prossimo album non avrà alcun elemento pop. Voglio che le mie canzoni siano molto più dirette e semplici”.
A volte sembra quasi che Emmi sia inconsapevole di tutto quello che le sta succedendo attorno, mentre spiega, senza far trasparire alcun sentimento, del suo tour in supporto ai Roxy Music, partito da Rotterdam lo scorso 13 settembre e di passaggio questa sera, lunedì 24, dal Filaforum di Assago: “Non li ho ancora incontrati, perché la faccenda è stata più che altro gestita dal mio manager. In ogni caso quando ho saputo che avrei dovuto aprire i loro concerti mi sono meravigliata, perché non sapevo proprio chi fossero. Non so come abbiano avuto il mio disco, come abbiano pensato a me. Ho semplicemente ricevuto una telefonata dalla mia casa discografica che mi ha messo al corrente della faccenda. Essere in tour con i Roxy Music è una grande occasione, perché in questo modo io e il mio gruppo possiamo suonare in grossi palazzetti, cosa che in Finlandia non succede molto spesso. Però devo essere sincera. Quando mi hanno detto che sarei partita in tour con loro, ho risposto: ‘Ah, bene, ma chi cavolo sono i Roxy Music?’”.
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