Linea 77: passione in musica

Linea 77: passione in musica
Sul finire del '99, l'ingresso dei torinesi Linea 77 in casa Earache aveva destato non poca curiosità, soprattutto perché era da tempo che le produzioni italiane più dure non riscuotevano alcun tipo di considerazione fuori dai confini di terra italica (dai tempi dei Negazione, per la precisione). Rimane da capire che cosa ha spinto la storica etichetta inglese, famosa tra gli appassionati di musica estrema, a scegliere di puntare su un gruppo dalla provenienza geografica ben distante da quella dei luoghi in cui normalmente si decidono i giochi della musica mondiale. Oggi, tutto questo trova risposta, oltre a quanto realizzato musicalmente dai Linea 77, anche nelle parole di Emiliano, voce del gruppo.

“Qualcuno continua a considerarci un gruppo emergente; la verità è che ci siamo formati agli inizi del 1993, dopo due demo abbiamo pubblicato il nostro primo album nel 1995 dal titolo ‘Too much happiness makes kids paranoid’ e un anno più tardi abbiano firmato con l’Earache”. Questa in breve la storia di 5 ragazzi “qualsiasi” di Torino appassionati di musica estrema.
Ma non finisce certo qui, perché è l’uscita di “Ketchup suicide”, prodotto da Dave Chang per la storica etichetta inglese, che ha catalizzato l’attenzione del pubblico attorno al gruppo torinese, facendone una rivelazione del panorama nu metal. I Linea 77 non amano molto essere rinchiusi in facili schematizzazioni: “Alle definizioni diamo soltanto un valore funzionale, nulla a che vedere con il nostro tipo di fare musica”; e amano autodefinirsi gruppo popcore, “che dice tutto ma allo stesso tempo non dice nulla, la summa di influenze molto diverse tra loro: ognuno di noi porta nel gruppo qualcosa di personale”.

Sulla differenza tra “Too much happiness” e l’attuale “Ketchup suicide” Emiliano ha le idee molto chiare: “Il nostro primo album ‘Too much happiness’ è stato frutto di un lavoro discontinuo, una sorta di riassunto di tutto ciò che il gruppo, durante la sua vita, aveva espresso con tanti demo tape.

Il nuovo album, invece, rappresenta i Linea 77 di oggi”. Se dunque l’album di esordio è stato il biglietto da visita che ha permesso ai Linea 77 di farsi conoscere all’estero e di essere ingaggiati dall’Earache, “il nuovo album 'Ketchup suicide' è stato concepito, scritto e provato mentre eravamo in tour tra l'Italia e l'Inghilterra. I tempi sono stati molto ristretti, ci riducevamo a provare le parti vocali, io e Nitto, sottovoce in luoghi del tutto casuali o nel tour bus. Ci siamo trovati a scrivere i pezzi e a provarli durante il tour, delle canzoni non esisteva una sola versione definitiva. Per farti un esempio, ‘Smile’ è stata composta alle 10 del mattino del quinto giorno di registrazione con il testo concepito al momento; ad un certo momento abbiamo anche interrotto le registrazioni perché Nitto" (seconda voce) "aveva perso la voce. Dopo che è guarito, siamo tornati in studio, in Inghilterra, e abbiamo rivisto tutti i testi delle canzoni. Credo che sia anche per questo motivo che il nuovo disco risulta più violento. Risente molto dell'atmosfera live, nella quale è stato concepito”. Vicissitudini che non hanno sicuramente intaccato la volontà iniziale: “Nel nostro lavoro più recente c’è stata la voglia di crescere musicalmente: non volevamo fare la copia del precedente album, né continuare a ripetere lo stesso tipo di cose. Ovviamente sono rimasti dei tratti comuni, che teniamo a conservare perché sono parte integrante dello stile del gruppo, ma lo sforzo è stato quello di integrare la parte migliore del nostro modo di scrivere con novità che ci permettessero di ampliare i nostri orizzonti. Per il prossimo album però vorremo fare un lavoro più oculato, prendere più tempo e dedicargli più cura, senza alcuna fretta”.


Altro tratto distintivo, che fa dei Linea 77 una vera e propria “factory”, è quello di concepire il prodotto artistico nella sua forma più ampia, accomunando la musica alle arti visive: “Curiamo ogni aspetto del lavoro che facciamo.

Tutte le produzioni dei Linea sono realizzate all’interno di un medesimo studio, l’ ‘HC’. I fratelli Paolo (il chitarrista) e Dario (il bassista) tempo fa hanno aperto quest’attività, realizzando il sito (www.linea77.com), la grafica dei CD, delle magliette e dei manifesti”. Anche i video sono stati concepiti “in famiglia”; oltre a quello del primo singolo, la “Ketchup suicide” che dà il titolo all’album, già realizzato in maniera artigianale “in un piccolo studio di Torino, noleggiato per un giorno, nel quale ci è piaciuto prenderci in giro facendo un video colorato e sopra le righe”, i ragazzi hanno appena finito di montare altri due video, “entrambi ambientati durante l’ultimo tour e realizzati con una telecamera digitale”. Le canzoni scelte per i video sono ‘Moka’ e ‘Potato music machine’, una per il mercato italiano l’altra per il mercato estero, “salvo che l’etichetta non decida di realizzare altri video a sue spese” sogghigna Emiliano.


Dopo l'estenuanti tour che li ha visti protagonisti nella nostra penisola e in terra inglese, nell’immediato futuro dei Linea 77 ci sarà la partecipazione ad uno dei festival inglesi più importanti d’Europa: Il Reading Festival. “L’opportunità di poter suonare di fronte ad una platea così vasta sarà sicuramente un’esperienza importante e formativa”. Emiliano non nasconde però una certa paura: “Sarà sicuramente un’esperienza quasi mitica, preferiamo non pensarci troppo e aspettare di suonare”. Dopo il Reading Festival i Linea hanno in progetto un tour promozionale in Germania e poi forse negli USA.
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