Credits: Cristina Checchetto / Concessione in uso a Rockol
Il puro piacere di cantare, di fare musica, è la molla che fa muovere Lisa Stansfield, in questi giorni in Italia per promuovere il suo quinto album “Face up”. Un piacere che si basa sulle emozioni, e le emozioni vengono dai sentimenti. Ecco perché la proposta della cantante inglese è sempre fondamentalmente basata sulla canzone d’amore: “A me piace innanzitutto cantare e parlare d’amore", ha raccontato a Rockol. "Non amo scrivere e cantare canzoni che trattino argomenti particolarmente spinosi, di politica o altro. E comunque la pop music è emozione, e cantare d’amore significa trasmettere emozioni”.
Lisa, capelli corti, sorridente e disponibile, parla del mestiere di musicista come qualcosa di veramente piacevole, che deve essere fatto con consapevolezza e spontaneità, relax e voglia di divertirsi. Forse è per questo che tra “Face up” e il precedente “Lisa Stansfield” sono passati quattro anni; secondo l’artista, l’album sarebbe potuto uscire anche prima, ma “non avevamo di fatto una scadenza e poi abbiamo dovuto operare una scelta fra molte canzoni disponibili, dando loro un senso e una continuità musicale. Comunque, in tutto, la lavorazione di questo album ha richiesto due anni. Poi ci si mettono sempre di mezzo questioni di contratti, accordi, e così via.”
A farla da padrone nel sound di Lisa Stansfield resta ancora il soul, un soul bianco supportato da ritmiche dance e venato di pop, che le è già valso vendite milionarie e numerosi premi in una carriera che ha già aggirato la boa dei primi dieci anni. “Già quando avevo quattro o cinque anni in casa mia si ascoltavano Diana Ross e Marvin Gaye; questa è la musica con cui sono cresciuta. Se i miei genitori avessero ascoltato solo musica classica oggi probabilmente non sarei quella che sono. Dei miei dieci anni di carriera non butterei via niente, né i momenti migliori né quelli più difficili. Perché tutto serve a farci crescere”.
E da quando il suo primo singolo di successo “All around the world” si piazzò al vertice della classifica nel 1989 seguito dal relativo album “Affection”, la Stansfield ha mantenuto la sua produzione su vendite molto alte e su uno standard abbastanza lineare, che nel nuovo cd “si sposta maggiormente verso ritmiche uptempo e cerca di diversificare un po’ i brani, esprimendo sentimenti positivi e di speranza che spero portino il sorriso sulla faccia della gente”.
Lisa Stansfield intraprenderà una tournée che la porterà anche in Italia fra l’autunno e l’inverno con uno show semplice e privo di inutili orpelli, “perché io sono una cantante e la gente vuole semplicemente vedermi cantare su un palco”.
Lisa, capelli corti, sorridente e disponibile, parla del mestiere di musicista come qualcosa di veramente piacevole, che deve essere fatto con consapevolezza e spontaneità, relax e voglia di divertirsi. Forse è per questo che tra “Face up” e il precedente “Lisa Stansfield” sono passati quattro anni; secondo l’artista, l’album sarebbe potuto uscire anche prima, ma “non avevamo di fatto una scadenza e poi abbiamo dovuto operare una scelta fra molte canzoni disponibili, dando loro un senso e una continuità musicale. Comunque, in tutto, la lavorazione di questo album ha richiesto due anni. Poi ci si mettono sempre di mezzo questioni di contratti, accordi, e così via.”
A farla da padrone nel sound di Lisa Stansfield resta ancora il soul, un soul bianco supportato da ritmiche dance e venato di pop, che le è già valso vendite milionarie e numerosi premi in una carriera che ha già aggirato la boa dei primi dieci anni. “Già quando avevo quattro o cinque anni in casa mia si ascoltavano Diana Ross e Marvin Gaye; questa è la musica con cui sono cresciuta. Se i miei genitori avessero ascoltato solo musica classica oggi probabilmente non sarei quella che sono. Dei miei dieci anni di carriera non butterei via niente, né i momenti migliori né quelli più difficili. Perché tutto serve a farci crescere”.
E da quando il suo primo singolo di successo “All around the world” si piazzò al vertice della classifica nel 1989 seguito dal relativo album “Affection”, la Stansfield ha mantenuto la sua produzione su vendite molto alte e su uno standard abbastanza lineare, che nel nuovo cd “si sposta maggiormente verso ritmiche uptempo e cerca di diversificare un po’ i brani, esprimendo sentimenti positivi e di speranza che spero portino il sorriso sulla faccia della gente”.
Lisa Stansfield intraprenderà una tournée che la porterà anche in Italia fra l’autunno e l’inverno con uno show semplice e privo di inutili orpelli, “perché io sono una cantante e la gente vuole semplicemente vedermi cantare su un palco”.
Schede:
La fotografia dell'articolo è pubblicata non integralmente. Link all'immagine originale