Avion Travel a Sanremo: parla Peppe D’Argenzio

Avion Travel a Sanremo: parla Peppe D’Argenzio
C'è ancora qualcuno che va al Festival di Sanremo per vincere? Enzo Jannacci ha già detto di no, e la stessa cosa ha fatto Antonella Ruggiero: "Non amo le gare, anche se a Sanremo sono già stata coi Matia Bazar ai tempi di "Vacanze romane". Rimasi impressionata dalla confusione. Quest'anno porterò un brano delicato, d’atmosfera, che non ha le caratteristiche di una canzone vincitrice".
I casertani Avion Travel, indicati da tutta la critica come la più bella sorpresa tra gli artisti selezionati per il Festival, dicono, tramite il sassofonista Peppe D'Argenzio:
"Al fatto che sia una gara non abbiamo mai pensato. Noi Sanremo l’abbiamo sempre seguito, come tutti, perché - piaccia o no - il Festival è un evento centrale per la canzone italiana. E’ una ribalta prestigiosa, che nel bene e nel male unisce tutta l'Italia, nonostante sia sempre nel mirino. A noi fa piacere soprattutto essere stati apprezzati e scelti per il nostro lavoro. Presenteremo una canzone che non è certo concepita per vincere un festival, una ninna-nanna di sapore orientale intitolata "Dormi e sogna".
Non avete paura di un Festival in cui la musica non è più in primo piano?
"Effettivamente, pensando a "Sanremo Giovani", la sensazione è che sia stata bocciata la musica vera; ma credo che gli artisti bocciati non si siano disperati. Insomma, Sanremo dà una visibilità eccezionale ma non è essenziale nella vita di un musicista".
Di solito a Sanremo si guarda più ai personaggi che alle canzoni...
"Per noi è esattamente il contrario, anche perché noi come personaggi difficilmente susciteremo molta curiosità. Quanto alla musica, nel nostro repertorio la canzone italiana e sanremese compare spesso, come è accaduto per "Ma che freddo fa" di Nada, da noi ripresa qualche anno or sono. Il Festival è unico per come riesce ad imprimere nella memoria di un intero paese certe canzoni e certi momenti. Basterebbe soltanto l'esempio di "Nel blu dipinto di blu", di Domenico Modugno, o più recentemente come "Ancora" di Eduardo De Crescenzo, "Vacanze romane" dei Matia Bazar e "Vita spericolata" di Vasco Rossi hanno colpito la fantasia di tutti".
Ma sono canzoni di almeno quindici anni fa. Negli ultimi anni, chi vi ha fatto una buona impressione?
"A questa domanda, rispondere è più difficile... Forse i Neri per Caso, con ‘Le ragazze’."
Non temete che qualcuno storca il naso, vedendo un gruppo raffinato come il vostro sul palcoscenico "nazional-popolare" del Teatro Ariston?
"Se vorranno farci appunti sulla nostra musica, li ascolteremo. In caso contrario, non vedo perché, e non penso comunque che qualcuno faccia distinzioni così rigorose e poco motivate. In fondo, noi facciamo canzoni italiane, e andiamo al Festival della Canzone Italiana. In ogni caso, abbiamo provato a sondare qualcuno dei nostri "fedelissimi", che sono pochi ma buoni, e ci hanno risposto che sarebbero solo contenti di vedere che qualcuno che loro apprezzano abbia l’occasione di farsi conoscere da un pubblico più vasto. Resta inteso che noi non ci snatureremo per conquistare nuove fasce di ascoltatori: lavoriamo per noi stessi e per quelli che apprezzano la nostra musica, non per andare incontro ad altri tipi di pubblico".
Non temete di essere strumentalizzati, di essere usati come fiore "raffinato" all’occhiello del Festival?
"Non siamo dei novellini. Se dovesse succedere, ci difenderemo".
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