"Mi hanno lasciato un po' solo". A dirlo è Enzo Jannacci, nel primo commento a caldo dell'artista dal nome più prestigioso tra quelli in gara al prossimo Festival di Sanremo. Il cantautore milanese non riesce a nascondere la propria perplessità nel vedersi primattore in una compagnia non di primissimo ordine. "Io all'inizio avevo qualche riserva a partecipare, ma poi ho
parlato con Fabio Fazio, pareva che ci sarebbero stati Baglioni e un sacco di cantautori. Invece i Dalla, De Gregori, Paolo Conte, dove sono? Ma li avranno invitati veramente? Una canzone come "La valigia dell'attore" di De Gregori meriterebbe di vincere un festival".
Pentito? "Ma no, per carità, il Festival ha rilevanza mondiale. Però l'ultima volta che ho partecipato ero con Ute Lemper, e in gara c'erano Gino Paoli, Mia Martini e Renato Zero".
Infastidito dal fatto di essere considerato inferiore ai "superospiti", cioè Venditti e Ramazzotti?
"No, io non sono un vip della musica. Se qualcuno lo è, è Pavarotti. Gli altri non so..."
E se la sua canzone dovesse vincere?
"No, impossibile. E' una specie di tammurriata napoletana in salsa reggae, troppo scanzonata e per niente sanremese. Ma poi non vado lì per vincere, a differenza di quelli che pensano per mesi a come fare la canzone perfetta".
Pentito? "Ma no, per carità, il Festival ha rilevanza mondiale. Però l'ultima volta che ho partecipato ero con Ute Lemper, e in gara c'erano Gino Paoli, Mia Martini e Renato Zero".
Infastidito dal fatto di essere considerato inferiore ai "superospiti", cioè Venditti e Ramazzotti?
"No, io non sono un vip della musica. Se qualcuno lo è, è Pavarotti. Gli altri non so..."
E se la sua canzone dovesse vincere?
"No, impossibile. E' una specie di tammurriata napoletana in salsa reggae, troppo scanzonata e per niente sanremese. Ma poi non vado lì per vincere, a differenza di quelli che pensano per mesi a come fare la canzone perfetta".