Il Festival Marley di Miami

Il Festival Marley di Miami

Su "La Repubblica", in occasione del Festival Marley che dal 1994 si tiene a Miami, intervista alla donna che ha voluto questa celebrazione del re del reggae: Cedella Booker, madre di Bob Marley.

«"Mother B." - il nome con cui è nota, la "B" indica il cognome dell’ultimo marito - ha raccontato la sua vita in un libro (uscito in Inghilterra un paio di anni fa) e non parla del passato remoto, neanche del suo secondo matrimonio e del trasferimento a Wilmington, nel Delaware, dove visse più di quindici anni prima che Bob, alla morte del signor Booker, le chiedesse di trasferirsi a Miami. "Questa è la casa di Bob negli Stati Uniti. Qui ha composto le sue ultime canzoni, qui viveva con i suoi figli" dice. Marley ha avuto dodici figli: quattro da Rita (Ziggy, Cedella, Steie e Stephanie), una, adottata, figlia di Rita (Sharon) e altri sette da sette donne differenti (Karen, Makeda Jah-Nesta, Rohan, Robbie, Ki-Mani, Julian e Damien). Come si fa a mantenere unita una famiglia così allargata? .


"La famiglia è la base, sono le fondamenta. Se si sta insieme si è una montagna, se no una valanga disordinata. I figli sono figli. Bob li ha riconosciuti tutti".
Marley è stato il profeta del rastafarismo; attraverso la sua musica, il reggae, ha divulgato il messaggio in tutto il mondo. Quando ha capito che suo figlio era una persona speciale?
"Quando, nel '66, è venuto negli Stati Uniti, dove vivevo, si è seduto in cucina e ha iniziato a parlarmi di Jah. Io avevo 40 anni e credevo nella religione che mi era stata insegnata. Lui mi ha detto: "Tu sei un rasta dal giorno in cui sei nata. Preghi Gesù perché ti hanno detto di farlo, ma ora devi credere in Jah Ras Tafari". Parlava, parlava, e io sentivo attraverso l'energia del suo corpo che lui era un mezzo divino. Prega e digiuna, diceva. Oggi grazie a lui e al suo insegnamento sono una persona totalmente soddisfatta".
(...) Perché sei anni fa ha deciso di organizzare a Miami il Festival Marley?
"Non l'ho deciso da sola. Con Bob avevo fondato negli anni 70 il Movement of Jah People. Il festival è organizzato dal movimento. Siamo partiti da tre desideri: un grande concerto a Miami, un reale aiuto ai senzatetto tramite l'associazione Camillo's House, e qualcosa che riunisse tutta la famiglia sullo stesso palco. Di anno in anno il festival è sempre più grande".
(...) Come sarebbe oggi Marley, a 54 anni? "Sarebbe soprattutto un padre, avrebbe smesso di fare tournée, avrebbe sempre attorno a sé decine di bambini"».
Nella stessa pagina, Laura Putti descrive il Festival tenutosi nel parco di Bayfront.

«Sono di scena le due divine del momento nella musica nera: Erykah Badu e Lauryn Hill, che è anche una di famiglia essendo la compagna di Rohan Marley, uno dei figli di Bob.

La festa inizia alle due del pomeriggio (terminerà dopo la mezzanotte) con gruppi e dj locali. Il pubblico è disteso sull'erba, come per un immenso picnic. (.) La polizia fa quel che può per vegliare sulla riunione, ma quando il parco è strapieno e i corpi sono definitivamente incastrati, una spessa nuvola di fumo investe il palco (e dal backstage giunge una potente risposta). È l'erba sacra trovata sulla tomba di re Salomone, è "granja", è "hemp", è la marijuana cara ai rasta (e non solo) che invita alla meditazione e che, come diceva Marley, non può essere vietata perché "cresce spontanea come i cavoli e i fiori". L'atmosfera è distesa, la risposta del pubblico piuttosto lenta. Si ravviva per Erikah Badu, agguerrita principessina nera del Texas, con il suo alto turbante a raccogliere i "locks"; e soprattutto per Lauryn Hill, straordinaria, capace di scivolare dal rap del suo acclamatissimo disco "The miseducation of Lauryn Hill" al soul di "Sir Duke" di Stevie Wonder, fino al reggae di "War", uno dei capolavori di chi oggi sarebbe suo suocero. .


Il concerto finale è, come ogni anno, per la famiglia. Arrivano i Melody Maker di Ziggy, Stevie, Cedella e Sharon Marley, più Julian (osannato dalle ragazze), Demian e Ki-Mani. Quando, ballando, si unisce a loro la vecchia madre di Bob, circondata da una decina di bambini con treccine rasta, ecco che sul palco ci sono almeno tre generazioni. In ogni volto di figlio Marley c'è una traccia di Bob, un magnifico puzzle quello che si compone in scena. Cantano "Lively up yourself", "Jammin'", "Get up stand up", "Look who's dancing" (dei Melody Makers), "No woman no cry", "No more trouble" (con la Badu), "Could you be loved", alcune in versione rap (Julian e Stevie)».
Dall'archivio di Rockol - Le parole del profeta del reggae
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